A Garamond Type

“Oh William!” di Elizabeth Strout: recensione libro

L’incipit di OH WILLIAM!, il nuovo romanzo dell’adorata Elizabeth Strout, edito da Einaudi con la traduzione di Susanna Basso, lo sintetizza in modo perfetto:

«Vorrei dire alcune cose sul mio primo marito, William.»

Dedico questo libro a mio marito, Jim Tierney. E a te – se può esserti utile

Ed Elizabeth lo fa rivolgendosi al lettore dandogli del “tu” e dedicandogli anche il libro.

Proprio per questo mi permetto di chiamarla Elizabeth, con la confidenza che darei a un’amica con la quale ho appena preso un ginseng in tazza grande, o forse un tè, chiacchierando e spettegolando pure un po’. Perché è questo che si respira in queste pagine: confidenza, racconto sussurrato di fatti, di vita. E non tanto di quella dei protagonisti (questo è il terzo capitolo con la stessa protagonista, dopo Mi chiamo Lucy Barton e Tutto è possibile), quanto quella dell’autrice stessa.

Tanti libri sono velate autobiografie, lo sanno pure i sassi. Però nei romanzi scritti negli ultimi due anni ho già avvertito la stessa sensazione, quella che la storia narrata sia solo un pretesto per parlare di sé, della propria vita, riversandola in quella dei protagonisti. Forse la causa sta nel periodo particolare che ci ha accomunati tutti su questa terra, mi riferisco ovviamente alla pandemia e al senso di smarrimento che ne è conseguito, all’occasione di ripensare e addirittura pensare a sé con più verità, più sincerità. E mi sembra che anche lo stile di molte opere uscite da poco sia molto più frammentato, segua proprio il pensiero, il flusso di coscienza degli autori, che sembra si confidino mettendo il lettore a parte del proprio sé più intimo.

«Oh Elizabeth! Oh, quanto è vero! Oh Elizabeth, grazie, grazie!»

Poi, ovvio, c’è tutta la maestria della Strout in OH WILLIAM!, la sua capacità di andare dritta al punto delle emozioni che caratterizzano i rapporti familiari, dove la famiglia comprende anche gli ex mariti, e di scriverne in modo asciutto ma al contempo profondo e soprattutto vero, come potremmo descriverle noi stessi, perché noi stessi le viviamo come le racconta lei. Ha questa abilità di far apparire banale e scontato ciò che racconta, perché è quello che può capitarci ogni benedetto o maledetto giorno, ma quando chiudi il libro e ci pensi diresti anche tu: «Oh Elizabeth! Oh, quanto è vero! Oh Elizabeth, grazie, grazie!»

 

Oh William!

«Ma quando penso Oh William!, non voglio dire anche Oh Lucy!? Non voglio dire Oh Tutti Quanti, Oh Ciascun Individuo di questo vasto mondo, visto che non ne conosciamo nessuno, a partire da noi stessi?»

Oh William!” di Elizabeth StroutEinaudi. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata anche una libraia indipendente per tre anni. E rimarrò una libraia per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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