A Garamond Type

“Spatriati” di Mario Desiati: recensione libro

[dropcap]A[/dropcap] volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno c’è già passato.

libro

Il titolo di questo romanzo è potente, contiene uno, cinque, dieci mondi che mi sono esplosi dentro, uno per volta e anche tutti insieme. Il termine “spatriati” ha infatti molti significati, come i brandelli scaturiti da un’esplosione. E la negazione della patria che immediatamente esso suggerisce non deve evocare in realtà una fuga, bensì un’immedesimazione. Man mano che la lettura procedeva mi sono infatti sentita spatriata anche io, ho raccolto in me la fluidità di Claudia Fanelli e quella di Francesco Veleno, più evidente la prima, meno in superficie la seconda, e ho capito che a volte può capitare di essere disorientati e fuori dal coro e dispersi e diversi dalla normalità e avere desideri non tradizionali ed essere folli e non avere genere: essere spatriati.

L’appartenenza ai luoghi e alle persone, l’accettazione di sé, la ricerca di un centro se possibile felice sono i temi di questo romanzo generazionale che raccoglie e disperde, che ci insegna che ci si avvicina spesso allontanandosi se i rapporti sono saldi e veri anche se sfuggono alle definizioni.

Ho adorato che in questo libro si parli del pozzo di cui Natalia Ginzburg scrisse “Le donne piangono perché sono cascate nel pozzo e capiscono che ci cascheranno spesso nella loro vita e questo renderà loro difficile combinare qualcosa di serio”. Alba de Céspedes le rispose: “Ho grande e antica pratica di pozzi: mi accade spesso di cadervi e vi cado proprio di schianto, appunto perché tutti credono che io sia una donna forte e io stessa, quando sono fuori dal pozzo, lo credo. Figurati, dunque, se non ho apprezzato ogni parola del tuo scritto. Ma – al contrario di te – io credo che questi pozzi siano la nostra forza. Poiché ogni volta che cadiamo nel pozzo noi scendiamo alle più profonde radici del nostro essere umano, e nel riaffiorare portiamo in noi esperienze tali che ci permettono di comprendere tutto quello che gli uomini – i quali non cadono mai nel pozzo – non comprenderanno mai”. Ma ci sono uomini, che pur non cadendoci mai, sanno raccontare la caduta e la risalita, scrivono così bene del pozzo e di quello che rappresenta. Mario Desiati è uno di questi. Scrivendo dei nonni di Francesco ricoverati ormai in un istituto perché non riuscivano più a vivere da soli in campagna, riporta un dialogo illuminante tra Francesco stesso e Claudia.

Francesco dice della loro campagna:

– Tutto distrutto.
– Anche il pozzo?
– Quale pozzo?
– Quello che mi mostrò tua nonna quando andammo a trovarla, ricordi?
– No.
– Tua nonna mi disse che voleva farmi vedere una cosa, ed era il pozzo. Mi disse che nel pozzo era stata gettata una donna un secolo fa.
– Non me l’ha mai detto.
– Ai maschi certe cose non si dicono perché non le capiscono.
Ero confuso e anche un po’ offeso che mia nonna avesse rivelato questo segreto a Claudia dopo dieci minuti che l’aveva conosciuta.
– Temo di sapere perché me l’ha detto. Ma l’ho capito anni dopo.
– Mia nonna è una che si inventava delle storielle lugubri per farci cacare sotto, – dissi per smorzare la tensione.
– Tua nonna mi stava dicendo che dove c’è un pozzo c’è sempre una donna che ci finisce dentro gettata da… un maschio.
– Addirittura!
– Se fossi rimasta lì mi avrebbero gettata in un pozzo.
– Non siamo dei selvaggi.
– Curcio secondo te che ha fatto con me? Quello non significa gettare nel pozzo?
– Non ti seguo.
– Ho letto anni fa una scrittrice… Alba de Céspedes, disse che le donne abitano in fondo a un pozzo, e solo chi sta nel pozzo conosce la pietà.
– Non ti capisco.
– Tua nonna mi stava chiedendo aiuto. 
– Mia nonna sta bene.
– Ne sono contenta, però erano tanti anni che volevo dirtelo.

Spatriati” di Mario Desiati, Einaudi. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata una libraia indipendente per tre anni e la rimarrò per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri anche online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e ho collaborato con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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