Approfondimenti

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: libri per capire, per agire

Stefano Leone ha messo sullo scaffale Cagna di Louise Chenneviere, traduzione di Francesco Leto, Perrone editore. “Ma chi sei tu? E hai il diritto di parlare, tu, a tuo nome? E con quali parole? Che nome daresti alla vergogna, ai rivoli di sangue nelle mutande, e a quello disseccato che non scorre più? E a te, che nome daresti, donna, che altro non sei se non un pezzo di carne?”. Io non ricordo, a memoria, di aver mai letto un libro più disperato, potente, scioccante, vero, dissacrante, disturbante, doloroso, violento di questo. Ho conosciuto moltissime donne, tutte senza nome e molto diverse tra di loro. Donne che non riconoscono più il loro corpo, svuotate dall’interno; donne imbavagliate, zittite dal loro stesso silenzio; donne con corpi come ferite sanguinanti, vive, donne con corpi ormai non più in vita, donne abusate, abbandonate come “una cagna sul ciglio di una strada”, donne che si strapperebbero la pelle per “far affiorare tutta la sporcizia che hanno dentro”, donne che per esistere, anche soltanto per un istante, aggrediscono il loro stesso corpo così diverso da quello che sentono, un corpo straniero. Ed è tutta nostra la colpa. “Donne che aspettano il miracolo ma non credono in Dio”

“Cagna” di Louise Chennevière, traduzione di Francesco Leto, edizioni Perrone.

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Roberta Frugoni

Copywriter per lavoro e passione. Amante dell'arsenico e vecchi merletti, mangio la pasta solo se è al dente e mi lascio conquistare dalle letture che prendono a schiaffoni. Nel tempo libero fotografo e collaudo amache.

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