Leggere con Gusto

“La mossa del gatto” di Sonia Sacrato e la lasagna scamorza e radicchio

Lo dichiaro senza alcuna remora: io adoro i gialli! C’è stato un lungo periodo, molti anni fa, durante il quale vivevo a pane e gialli. Lo so, c’è una parte di lettori e di critici che con una punta di spocchia lo considerano un genere minore. Forse perché questi libri hanno spesso il difetto di vendere tanto?

Però non leggo solo gialli. Sono stata e sono tuttora una lettrice piuttosto onnivora. A 14 anni ho letto tutto Silone, a 15 ho amato alla follia Delitto e Castigo, non disdegno i saggi, mi piacciono i classici e apprezzo molta letteratura contemporanea, con un occhio di riguardo alle case editrici indipendenti.

Ma un buon giallo ha spesso la funzione della coperta di Linus: conforta, fa compagnia, diletta e, spesso, diverte. Perché, ricordiamocelo, la lettura in alcuni momenti della nostra vita è anche intrattenimento. Inoltre, i gialli scritti bene e dalle buone trame sanno spesso raccontare la nostra società, stigmatizzarne i difetti, mostrarne il lato oscuro.

La mossa del gatto di Sonia Sacrato

A cavallo tra fine anno e inizio 2022 ho letto un romanzo giallo che ci porta nelle brume del Nord. Si tratta de “La mossa del gatto” di Sonia Sacrato, pubblicato da Newton Compton Editori. Sonia Sacrato, nata a Padova ma Torino-dipendente, ama intrecciare alle sue trame storia e musica, delle quali è appassionata; ha pubblicato alcuni racconti in antologie e riviste online; viaggia spesso in compagnia di una coccinella di peluche che le fa da travelblogger ed è la “governante” dei Kiss, tre gattoni muccati (bianchi e neri come gatto Silvestro!) nati per delinquere e che sono fonte di ispirazione per le sue storie. E sarà proprio un gatto, Pablo, il co-protagonista del suo primo romanzo  La mossa del gatto” uscito nel settembre 2021.

Ho chiesto a Sonia Sacrato come le sia venuta l’idea per questo romanzo e lei mi ha risposto così: “l’idea per questo libro è nata dal desiderio di conciliare la vita di un piccolo paesello di provincia con un fatto di cronaca che è parte della storia di un’intera Nazione. Poi, una chiacchierata al cimitero, con mia madre e le Vedove, hanno scatenato la fantasia per i dettagli”.

La trama del libro, che si snoda su due piani temporali – presente e passato – è avvincente: una vecchia casa da svuotare, una soffitta che racconta segreti, un passato drammatico che torna a galla. E un gatto, Pablo, inconsapevole aiutante nell’indagine.

La protagonista, alla quale vi affezionerete, è Cloe, una quasi quarantenne professoressa di storia dell’arte, nomade per lavoro, alta come Calimero, capelli neri, occhi verdi, dark ma intimamente ferita e sensibile, rotondetta, con un numero sempre in crescita di tatuaggi, in eterno conflitto con l’autostima e dal carattere non facile, “non è farina per impastare ostie”, lei. Ha un compagno che la ama, Sandro, abile cuoco e proprietario di un B&B, ma secondo Madre, come affettuosamente Cloe chiama la mamma, il suo vero punto di riferimento è un persiano nero dagli occhi verdi: Pablo.

“Dicono siano solo bestie, ma la realtà è che ti cambiano la vita. Tu li porti a casa pensando di fare del bene a loro e invece sono loro a salvare te”.

La storia inizia quando Cloe da Alba, dove si è trasferita pochi mesi prima per lavoro, deve recarsi a Vas, prima per il funerale dell’odiata nonna Clotilde e, successivamente a Natale, per aiutare “Madre” a svuotare la vecchia casa di famiglia che dovrà essere messa in vendita. Vas è un piccolo paese del Veneto “una spanna fuori dalla cartina geografica” dove le notizie corrono come una freccia sulla bocca delle comari ma, al contempo, chi sa ha buoni motivi per tacere. Per Cloe, che ci passava con la famiglia le vacanze estive, è un luogo pieno di ricordi di infanzia, non tutti felici. Ma proprio a Vas emergerà un segreto drammatico dal passato che si intreccia con l’ombra del disastro di Marcinelle, la miniera belga dove morirono 262 operai.

Il libro, con tante citazioni di brani musicali (alcuni affidati al genio di Ezio Bosso) – George Harrison, Eric Clapton, Miles Davis, Debussy, Beethoven, Bach – si snoda su due diversi piani temporali: ciò che accadde nel lontano 1956 – il mistero di una giovane donna ritrovata affogata nel Piave – e le vicende presenti.

Una prosa scorrevole e ricca di humour, un buon intreccio, un gatto orgoglioso e sornione che da seduto sembra la dea Bastet, un tocco di rosa (il cuore di Cloe si dividerà tra due uomini), un’accurata ricerca storica, una buona suspense (perché la vera “mossa” non sarà quella del gatto e la rivelazione finale vi sorprenderà), fanno di questo giallo un ottimo esordio. A proposito: entro fine 2022 uscirà la seconda avventura di Cloe e Pablo e sono certa che Sonia Sacrato ci stupirà ancora. Nel frattempo, mettetevi in poltrona dopo cena, fuori solo la luce dei lampioni, in casa una lampada soffusa, in sottofondo la Sonata al chiaro di luna n. 14 di Beethoven, accanto una tazza di cioccolata calda al gianduia e godetevi la lettura di questo libro!

La mossa del gatto di Sonia Sacrato, Newton Compton Editori, Settembre 2021, pagine 253.

I gusti culinari di Cloe e Pablo e la ricetta del mese

Anche per scrivere questo articolo, come avvenuto molte volte in passato, ho avuto il privilegio di carpire notizie sui gusti culinari di Cloe, la protagonista de “La mossa del gatto”. Ho scoperto che adora sia il dolce che il salato: impazzisce per le crostate e per la pizza doppia mozzarella. Il suo dolce preferito è il tiramisù e se qualcuno si offre di prepararglielo, mi si è raccomandata: che sia rigorosamente con il mascarpone e i savoiardi!

Ma siccome io sono molto curiosa (altrimenti perché adorerei gialli? ), dopo aver saputo i gusti di Cloe ho voluto sapere da Sonia cosa adora mangiare Pablo, il gatto che risolverà il mistero. Il persiano dagli accattivanti occhi verdi ha ovviamente gusti raffinati. Cloe deve dargli pesce – sia come carpaccio che crudité – ma Sua Maestà fortunatamente ogni tanto si accontenta anche di semplici croccantini al tonno (che in fondo abbia pietà dello stipendio di una professoressa di storia dell’arte?).

Questa volta avevo solo l’imbarazzo della scelta per proporvi una ricetta e sono stata presa dall’indecisione: dolce o salato? Poi ho pensato che siamo in pieno inverno, fa freddo e possiamo bruciare più grassi (illudiamoci…). E allora prepariamo una bella lasagna scamorza e radicchio, la ricetta salata preferita da Cloe che le prepara “Madre”, invitiamo amici o parenti e iniziamo il 2022 a tavola con buonumore!

LASAGNE RADICCHIO E SCAMORZA

INSERIRE FOTO LASAGNE

Ingredienti:

250 gr di lasagne fresche, 200 g di scamorza affumicata, 500 g di besciamella, 125 g di mozzarella, 1 cespo di radicchio rosso, 150 g di speck tagliato a listarelle, 50 g di noci sgusciate e tritate a pezzetti, sale, pepe e olio extra vergine di oliva q.b. Per decorare l’ultimo strato della lasagna: un po’ di burro e di parmigiano reggiano.

Preparazione:

Lavate il radicchio e tagliarlo a striscioline (se in fase di pulitura eliminerete le parti bianche, il radicchio non sarà amaro e andrà bene anche per i bambini). Scaldate in una padella un po’ di olio extra vergine di oliva con uno spicchio di aglio intero (che poi toglierete) e fate cuocere il radicchio per circa un quarto d’ora, aggiungendo il sale alla fine.

Preparate la besciamella (ma in ricetta vi ho messo quella già pronta). Tritate grossolanamente le noci. Preparare una teglia iniziando con uno strato sottile di besciamella, poi aggiungete le sfoglie di lasagne (alcune si possono mettere in teglia senza prima sbollentarle), il radicchio, lo speck tagliato a striscioline, la scamorza e la mozzarella tagliate a fette non troppo spesse e la besciamella. Fate altri strati sino alla fine della pasta. Infornare a 180° in forno ventilato per circa 25 minuti, coprendo la parte superiore della lasagna verso la fine della cottura per non farla seccare troppo. Potete, 5 minuti prima della cottura, mettere sulla superficie della lasagna qualche fiocchetto di burro e una spolverata di parmigiano.

Ora potete mettere in tavola questo sostanzioso piatto unico e deliziarvi con la sua bontà.

Leggere con Gusto, la rubrica che parla di libri e cibo. 

Michela Scomazzon Galdi

Michela Scomazzon Galdi, giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, mi occupo da oltre 20 anni di comunicazione e organizzazioni eventi nel settore della cultura. In anni più recenti ho scelto di lavorare “per le donne e con le donne” e aiuto le artiste, in particolare quelle emergenti, a promuovere le loro opere e i loro progetti (libri, mostre d’arte, piccoli festival di cinema ecc.) attraverso il supporto di una comunicazione a colori per contribuire insieme a diffondere bellezza nel mondo. Ho lavorato tanti anni per il Dialogo interculturale, anche attraverso un Festival di cinema e cultura ebraica da me ideato e del quale sono stata Direttrice artistica e organizzativa per 10 anni. Pasionaria, salvata dai libri, leggo, scrivo, fotografo (soprattutto la mia amata Roma), adotto meticci e sperimento ricette di cucina. Le mie parole guida nella professione? Cultura, Bellezza, Donne, Diritti, Colori. Il mio mantra professionale e di vita? Mettici più cuore e meno cervello.

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