“Beatrice Cenci” di Vilma Gaist: la forza di una donna

“Beatrice Cenci” di Vilma Gaist è un romanzo potente, inquadrato in un contesto storico che fa da cornice a una vicenda straordinaria. L’autrice ci presenta una donna forte, coraggiosa, ribelle. Una donna pronta a sfidare tutto e tutti pur di proteggere la propria dignità.
Siamo a Roma, tardo Cinquecento. Beatrice è la figlia di Francesco Cenci, nobile romano senza scrupoli. Uomo avido, dissoluto, Francesco costringe la famiglia a subire pesanti abusi. È soprattutto Beatrice a pagare il prezzo più alto, ma questo non spegne l’animo ribelle e combattivo della ragazza. Nonostante l’isolamento, con la matrigna, in una zona sperduta dell’Abruzzo, la giovane nobildonna non si piega alle volontà paterne e lotta con tenacia per poter riconquistare la libertà. Beatrice arriva a una decisione estrema, una vendetta che costerà sangue e tormenti a sé e alla sua famiglia, fino al tragico epilogo che dona alla storia una fierezza e una passionalità tali da rendere la vicenda ancora più avvincente.
Leggere la storia di Beatrice Cenci attraverso la penna profonda e competente di Vilma Gaist, è un’avventura affascinante che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. L’accurata ricostruzione storica, l’attenzione ai dettagli e la passione che traspare tra le righe, rendono questo libro interessante e pieno di emozioni che, in un crescendo continuo, catturano l’attenzione di chi legge.
“Beatrice Cenci”: una storia di violenza
I dialoghi, i personaggi che ruotano attorno alla protagonista, le notizie storiche sono approfondite e ricche di particolari. Quella che emerge è una storia di violenza e di soprusi, di odio che scatena altro odio. Ancora una volta sono le donne a dover subire la malvagità di un uomo. Un uomo crudele, dedito ai suoi vizi e per nulla interessato al bene della propria famiglia. Affiora una condizione femminile costretta ad accettare angherie e violenza, donne sotto il dominio di uomini i quali possono disporre di esse a proprio piacimento.
Beatrice Cenci spicca per la sua determinazione e per l’idea di libertà che precorre i tempi, per il desiderio di vivere la propria vita senza sottomissione alcuna. La sofferenza continua nella quale la giovane donna deve vivere, indurisce il suo animo e crea terreno fertile per l’elaborazione di un piano di vendetta atroce. La giovanissima diventa, così, una sorta di eroina. Non era cosa usuale infatti, per una donna di quei tempi, ribellarsi e arrivare a compiere un’azione così violenta.
Un animo debole si sarebbe fiaccato, una mente fragile si sarebbe smarrita, la mia no: la teneva vigile la fiamma dell’odio che la crudeltà di un padre alimentava.
Nonostante siano passati secoli, ci sono Paesi, nei nostri modernissimi tempi, dove le donne non hanno ancora raggiunto la piena libertà. Padri padroni decidono della vita delle loro figlie, mariti e compagni arrivano a toglierla, quella vita. Leggere “Beatrice Cenci” di Vilma Gaist oggi, significa immergersi in un periodo storico in cui le donne erano proprietà degli uomini. Ma significa anche rendersi conto che tante realtà si nutrono ancora di quei modi di vivere in cui la donna è solo un oggetto di cui spostare la proprietà da un uomo all’altro.
“Beatrice Cenci” di Vilma Gaist, Giovane Holden Edizioni Vivere leggendo



