Libri in pillole

“La banda del formaggio” di Paolo Nori: recensione libro

Ermanno Baistrocchi è un piccolo editore che vive a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Quando si presenta la possibilità di comprare tre librerie Ermanno decide di mettersi in società con il libraio Paride Spaggiari, amico intimo e confidente da 15 anni, ma ben presto si scoprirà che i soldi che Paride ha deciso di investire sono sporchi, perché vengono dalla banda del formaggio.

E io avevo pensato che io, dopo che era morto Paride, ero messo così, non avevo nessuno a cui dire «Ti ricordi?», non avevo neanche più una casa, a Parma, meno male che avevo ancora il mio commercialista, ma anche a Bologna, io dopo la morte di Paride non avevo più nessuno nessuno, a parte il mio commercialista e poi dell’altra gente che era delle gente che quando qualcuno mi telefonava pensavo «Chi cazzo è che rompe i coglioni?».


Come spesso succede con i libri di Paolo Nori, la storia è solo un pretesto per abbandonarsi alle riflessioni dell’autore sul senso della vita, sui luoghi comuni, su cosa significhi essere genitori, ma anche su semplici aspetti di vita quotidiana. Un’analisi, però, alla Paolo Nori, attraverso un’ironia a tratti malinconica che lascia il segno e soprattutto uno stile di scrittura che, avvicinandosi alla lingua parlata, inchioda il lettore in una sorta di dialogo unilaterale che va costruendosi pagina dopo pagina.

“La banda del formaggio” di Paolo Nori, edizioni Marcos y Marcos. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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