Libri in pillole

“Il dannato caso del signor Emme” di Massimo Roscia: recensione libro

Leggere Il dannato caso del Signor Emme di Massimo Roscia è un po’ come andare al Luna Park e comprare il biglietto per la giostra più affascinante, ovvero quella dei tronchi di legno galleggianti sull’acqua, sui quali si naviga lungo i canali per andare alla scoperta di una nuova avventura. Perché fin dalle prime pagine dell’ultimo romanzo dell’autore romano si ha proprio la sensazione di stare lì a osservare con gli occhi spalancati, e con sguardo attento, in quale fantastico posto del MassimoRosciaWorld si andrà a finire questa volta.

Il dannato caso del Signor Emme

E dopo aver preso confidenza con il panorama scivolando lentamente sull’acqua ecco che arriva lo strappo, perché ci si ritrova a bordo di uno scuolabus trasformato in camper, dove è in corso una missione speciale: quella di recuperare tutti gli indizi che possano portare alla ricostruzione di un dossier sulla vita del Signor Emme, utile per riabilitare lo scrittore e giornalista nel mondo della memoria.

Sì, ok, ma chi si sta occupando di questa indagine? È proprio qui che Massimo Roscia, a mio personalissimo avviso, torna a stupire il pubblico lettore (come d’altronde aveva già fatto egregiamente con La strage dei congiuntivi) presentando un team di investigatori del tutto originali.

Carla, ex giornalista d’inchiesta che “ha sempre avuto un debole per i deboli, (che) da diversi anni conduce una battaglia per riportare alla luce esistenze impietosamente cancellate, […] (che) ha più volte tentato di ricostruire la memoria di personaggi le cui vite erano state sistematicamente distrutte e sepolte dal silenzio”. I suoi due figli gemelli: il primo, un piccolo prodigio con il quoziente intellettivo di un’ottantina di punti sopra la media, insomma un bambino con un altissimo potenziale cognitivo; il secondo, che apparentemente sembra affetto da un ritardo mentale ma è invece dotato di un talento talmente straordinario da sfuggire alla comprensione umana. Zio Giordano, autore di un famoso trattato di filosofia, che nel curriculum può vantare di essere stato arso vivo a Campo de’ Fiori. E infine Buf, un’incredibile presenza, una sorta di scatola nera che accompagna i personaggi in questa particolare spedizione.

Qui per ascoltare l’audio recensione del libro: 
Con l’obiettivo di presentare alla Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opere proibite un fascicolo piuttosto completo che possa ripristinare la memoria del Signor Emme, questa allegra combriccola si muoverà obliquamente sul piano spaziale per l’Europa, toccando città come Parigi, Lisbona, Francoforte, Praga, Roma e su quello temporale, in cui non c’è più nessun confine a separare passato, presente e futuro, che si mescolano, si sovrappongono, fino a creare un tempo unico.

Un libro originale

Con un’ironia arguta e un’abilità da vero giocoliere delle parole, Massimo Roscia costruisce un romanzo colto e divertente, che nasconde dietro ai continui sorrisi delle importanti riflessioni su valore dell’arte, della cultura e della memoria. E soprattutto torna a fare luce sul fantomatico Signor Emme, un grande giornalista realmente esistito scomparso a Roma nel 1984.

Un libro originale, fuori dagli schemi, un’avventura da vivere, che vi farà contemporaneamente ridere e riflettere. Per il biglietto di ingresso, basta rivolgersi al vostro botteghino di fiducia.

“Il dannato caso del signor Emme” di Massimo Roscia, edizioni Exòrma. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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