Ci sono dei libri che si leggono con estrema scioltezza e altri che invece richiedono al lettore una partecipazione attiva. Ecco, Berlino appartiene senza dubbio alla seconda categoria, perché è un romanzo che esige delle azioni che il lettore non può esimersi dall’eseguire se vuole riuscire a entrare nel fantastico mondo dell’assurdo creato da Michael Mirolla. Grazie alla sua abilità letteraria, infatti, l’autore gioca con i piani spaziali, temporali e logici andando a scomporre il cubo della realtà in molteplici parti che il lettore dovrà provare a ricollocare nel verso giusto.
“È colpa della città, pensi. Non c’è dubbio. Ci sono fantasmi ovunque, pronti a saltar fuori al primo schiocco di sinapsi. Fantasmi morti da tanto tempo; fantasmi che sbucano senza preavviso; fantasmi nati sul momento; fantasmi pronti ad arrivare a frotte al primo pensiero deviante, alla prima frase inappropriata”.

“Ormai sono abituato alle loro finte e ai loro goffi tentativi di dirottamento. Le loro maschere sono simboliche, ostacolare dalla lingua e tradotte male. Ma sono le loro mezze misure che li smascherano, che li etichetta o senza scampo come fallimenti. Non esiste una strada senza trappole intorno – troppo ampia per aggirarla, troppo larga per saltarla, troppo profonda per scavalcarla. E, se non è così, la strada stessa diventa una trappola. Quindi, perché non sceglierne una mia?”.
Berlino è un libro molto stimolante, per lo stile con cui è scritto e per la sfida che l’autore lancia al lettore che, non appena pensa di essere riuscito a rimettere insieme le diverse parti narrative ricostruendo una porzione di realtà logica se la vede crollare davanti esattamente come accade coi castelli di sabbia, perché la realtà è labile, fragile, cangiante, e non può essere afferrata in forma definitiva.
“Berlino” di Michael Mirolla, edizioni Alter Ego. Libri in Pillole.




