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“L’ignoranza dei numeri” di Francesco Paolo Oreste: recensione libro

L’ignoranza dei numeri è un libro scritto con la U maiuscola. U di umanità. Francesco Paolo Oreste ha saputo scrivere un libro denso di significato e di riflessioni che mettono a nudo il lettore, lo fanno sentire quasi in imbarazzo e lo pongono di fronte ai propri limiti e pregiudizi. In questa sua opera Francesco Paolo Oreste prende per mano il lettore e lo porta a spasso per Napoli, ma lo fa senza retorica lasciando da parte il folclore, i colori, i profumi. Francesco ci fa vedere Napoli per quello che è realmente, con tutti i suoi problemi, i suoi capricci, le sue difficoltà e tutte le sue brutture.

L’ignoranza dei numeri: una Napoli senza trucchi

Francesco non fa trucchi, non fa sconti, non vuole celare verità scomode, anzi, indica e ti fa vedere la Napoli degli scippi, quella dei clan della camorra, quella dei cani sciolti e dei guaglioni che si contendono le strade in cui spacciare, la Napoli dei ragazzi che in motorino borseggiano passanti e veicoli per strada, quella degli interminabili rifiuti delle cave abusive, della spazzatura spesso tossica che viene raccolta e portata dai camion in una riserva naturale del Vesuvio. Ma Napoli è sempre Napoli, e nonostante tutto non puoi fare a meno di amarla, perché Napoli è il posto che il sole ha scelto per sorgere e nel cui mare ha scelto di spegnersi.

– Ispettó ma è una cosa temporanea?
– Pinú, non lo so, lo spero ma la legge dice che possono metterla lì, non dice per quanto tempo.
Michele finisce il cornetto e prende il bicchiere d’acqua che precede il caffè. Si lamenta, come al solito, perché Pino si è dimenticato che lui, l’acqua, la vuole mezza liscia e mezza gassata.
– Pinú, ma se l’acqua te la pago, posso averla come dico io?
Pino non risponde. Tanto Michele Carotenuto, ‘a polemica, si lamenta per contratto, quasi per dovere, come se non se la sentisse di deludere le aspettative di chi si attende il suo appunto.
– Anzi, facciamo che ti pago l’acqua e che, invece, non ti pago questa cosa che tu chiami caffè…

Difficilmente capita di leggere un libro in cui le parole hanno un peso così importante. Francesco Paolo Oreste prima ancora di essere uno scrittore è un assiduo lettore, ha imparato sia dalla madre, che faceva la maestra, sia dal proprio lavoro in divisa, la necessità di comprendere ciò che ci circonda. E non esiste modo migliore se non attraverso appunto le parole. Parole che, a differenza dei numeri, hanno un valore e un significato completamente diverso a seconda di dove le si collochi e di come le si pronunci o dall’enfasi con cui vengono rilasciate: i numeri invece sono numeri e rimangono sempre uguali e fedeli a se stessi, in un certo senso non sanno, ignorano.

L’ignoranza dei numeri è un libro che trasuda umanità da ogni pagina e da ogni singola riga, a cominciare dai personaggi assolutamente indimenticabili che lo popolano. In particolare Romeo Giulietti, ispettore di polizia e protagonista di questa storia, un uomo tutto d’un pezzo a cui non si può proprio non volere bene, come un amico che ritroviamo dopo tanto tempo. Difficile non immedesimarsi, Giulietti sembra un personaggio romantico pescato dai libri di altri tempi, ma assolutamente genuino, coerente e reale, assolutamente plausibile. Un uomo combattuto tra il senso del dovere e l’enorme senso di giustizia che lo contraddistingue, nella consapevolezza che la legge è legge ma non sempre è giusta, mentre è la giustizia che dovrebbe essere il principio cardine e la guida di ogni azione. Per Romeo Giulietti la legge deve essere giusta con tutti, ma non può essere uguale perché non tutti hanno la stessa libertà e le stesse possibilità: ci sono persone che nascono in contesti talmente disastrati da avere un destino marcato e segnato. E sta proprio qui la bellezza di questo libro ovvero il tentativo di comprendere anche ciò che si fatica a capire, che non si può giustificare, perché dietro ogni sorriso,dietro ogni paia di occhi, dietro ogni divisa, ogni barcone, ogni scarrafone persino dietro ogni crimine c’è una persona. È questo il principio cardine da cui dovremmo tutti ripartire, soprattutto in un periodo come questo, così buio della storia di questo paese dove si vogliono rimarcare le divisioni e si vuole far brezza sull’odio invece che sulla comprensione e l’umanità.

Un uomo dilaniato da un amore impossibile

Romeo Giulietti è un personaggio molto combattuto e tormentato, sia per lo sforzo che tutto questo gli richiede, sia perché è costretto ad assistere alla progressiva distruzione e all’inquinamento della terra che ama. Ma è anche un uomo dilaniato da un amore impossibile, nella sua cinica visione dell’amore come un qualcosa che scava dentro come un minatore alla ricerca di quanto di più prezioso ci sia in ognuno di noi e che ogni colpo di piccone ci rende sempre più fragili, un amore che prima o poi deciderà di andarsene lasciandoci completamente svuotati. Tutto ciò rende Romeo Giulietti un uomo che a fine giornata torna a casa dopo aver raccolto i propri pezzi e li deposita sul divano per poter finalmente essere accolto dalle parole. Le parole dei suoi poeti preferiti che lo aiutano a sotterrare e nascondere ciò che più fa male. Oppure le parole della musica a cui si lascia andare per far riaffiorare, dal profondo del lago dei suoi sentimenti, sensazioni ed emozioni che invano ha tentato di reprimere e che gli consentiranno di tracciare sul soffitto che fissa ogni notte il disegno di tutto ciò che non è mai stato e non potrà mai essere.

                                         Francesco Paolo Oreste

Con L’ignoranza dei numeri Francesco Paolo Oreste ci regala un libro pieno di umanità ed emozione, un libro i cui personaggi difficilmente si riescono a dimenticare, che spesso ci strapperà una risata con gli irresistibili dialoghi e battibecchi tra l’ispettore e il suo collaboratore Michele ‘a polemica, e che ancora più spesso ci strapperà una lacrima per il senso di impotenza che si prova di fronte a certe ingiustizie e per la tenerezza e genuinità dei sentimenti che prova l’ispettore Giulietti.

La struttura narrativa prevede una narrazione in terza persona non solo di una vicenda poliziesca avvincente fatta di personaggi e vicende umane toccanti, ma caratterizzata soprattutto da una scrittura notevole e di alta caratura dove costanti ma mai ridondanti sono i riferimenti letterari a dimostrazione della capacità dello scrittore di saper usare e soppesare le parole. Al lettore resta un retrogusto dolce amaro e un senso di vuoto e nostalgia nel girare l’ultima pagina, ma soprattutto rimane la voglia di sentire ancora parlare dell’ispettore Romeo Giulietti.

“L’ignoranza dei numeri” di Francesco Paolo Oreste, edizioni Baldini e Castoldi. I libri di Marco.

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