Fertilemente

“La madre di Eva” di Silvia Ferreri: recensione libro

Eva non esiste, non è mai esistita davvero, era solo il contenitore che il mondo vedeva di Alessandro. Eva si è sempre sentita uomo e ha dedicato i 18 anni della sua vita a liberare quell’essere che era stato imprigionato da un errore della natura.

Ora è lì. Al traguardo. O forse ad una nuova partenza, in una clinica serba che compirà il miracolo di una rinascita. E sua madre è accanto a lei, nell’unico posto in cui una madre vorrebbe stare. Vicino a suo figlio.

Silvia Ferreri

Non è semplice essere madri, non è scontato, nemmeno quando lo hai voluto e quando una natura benigna soddisfa velocemente il tuo desiderio. Quando tutto si trasforma può succedere che quel desiderio non lo ritrovi più. E questo accade a questa mamma, che seduta in quel corridoio di ospedale ripensa ai suoi bivi, alle sue paure, al suo percorso

Inquietudine, quel desiderio di proteggere e l’illusione che basti l’amore a preservare da tutto, un amore che non è sufficiente.

Per arrivare in quel corridoio la madre di Eva è tornata indietro, alla sua stanza da ragazza, in cui ha percorso le sue tappe, in cui ha capito che anche essere figlie non è semplice, un mestiere difficilissimo. Non si scelgono i genitori, semplicemente ci capitano, magari opposti a noi, che da noi esigono comportamenti e scelte che non ci appartengono.

“Avrei voluto, da bambina, una madre dolce e accogliente, anche più debole, che qualche volta potesse sbagliare, chiedere scusa, mostrarsi umana, ammettere che la perfezione non esiste e che ogni tentativo di raggiungerla è un inganno”

Mi sono ritrovata molte volte in questo libro, che ad un certo punto affronta anche il problema di una maternità che non arriva, e lo fa con le parole che sono uscite molte volte dialogando con altre donne che vivono lo stesso problema, con l’analisi cruda e realista del confronto e della paura, della vergogna e dell’immagine difettosa che lo specchio ci rimanda. Mi sono ritrovata come figlia, mi sono ritrovata come madre, genitore “per differenza” che rinnega molti esempi ricevuti, dalla parte di Eva e al lato opposto, dalla parte di chi deve “subire” qualcosa che non ha scelto e che non avrebbe mai voluto intaccasse la sua perfezione, “perché i figli li metti al mondo ma da nessuna parte è scritto che sono tuoi”, anche se fanno parte di te, anche dopo che li hai partoriti, sono organi del tuo corpo che vanno in giro per il mondo.

“Perchè tu sei nata dalla mia pancia e nella mia pancia continui a risuonare”.

Dovrà rinascere anche la madre insieme al figlio, ritrovare nuovi canali di comunicazione e nuove immagini di se stessa “madre di maschio dopo diciotto anni madre di femmina“, ma non c’è altro posto in cui stare, tempo per essere una “buona figlia” non c’è più. Ora è tempo di essere una “buona madre” o forse semplicemente una madre, perché la perfezione è un inganno.

“Ho detto <<Alessandro sono qui, sono accanto a te>>”

La madre di Eva” di Silvia Ferreri, Neo Edizioni. Fertilemente

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