A Garamond Type

“Sembrava bellezza” di Teresa Ciabatti: recensione libro

“I fatti e le persone di questa storia sono reali. Fasulla è l’età di mia figlia, il luogo di residenza, altro.”

 

libro

E l’altro, che è un mondo, è la nostra visione della realtà, vera o finta che sia, ma è quella che percepiamo e pertanto, per noi, è di fatto reale. Tutto può essere fasullo ed effettivo al contempo in “Sembrava bellezza”, l’ultimo libro di Teresa Ciabatti.

I temi ricorrenti

Con la sua scrittura sempre magnetica e mai respingente, in un vortice di frasi spezzate e nonostante ciò compiute, l’io narrante affronta temi cari all’autrice: quello delle parentele, soprattutto tra madri e figlie, rapporti che si mescolano e contaminano spesso sovrapponendosi in attesa di ricostruirsi; quello della propria immagine, soprattutto come corpo, anche in confronto agli altri; e quello della proiezione del sé proprio come corpo, grasso anoressico sveglio dormiente.

Questione di punto di vista

L’autrice ha permesso alla protagonista, una scrittrice di quarantasette anni, di essere come tutti noi, ossia una narratrice poco affidabile, perché vittima della visione personale e spesso alterata della propria storia. Il suo punto di vista è portato all’estremo e allo stremo, è piedistallo ma anche nascondiglio, nascondiglio ben rappresentato dalla famosa (è esistita veramente?) botola in cui si narrava cadessero le ragazze in un camerino di un negozio di Roma. La botola ricorre nel romanzo non solo come fine di tutto, come possibilità certa di sparizione repentina, ma anche come via di fuga, come liberazione, e mi ha ricordato il pozzo di Natalia Ginzburg in cui tutte le donne precipitano prima o poi.

Solo come Teresa Ciabatti sa fare

La ricerca del sé e la ricostruzione ossessiva dei rapporti sono affrontati come solo Teresa Ciabatti sa fare, portando dentro le sue parole il lettore, avanti e indietro nel tempo con tre donne, ossia la protagonista (è la stessa Teresa, non la è?), la sua amica Federica D’Elia e la bellissima sorella di quest’ultima, Livia, dai loro sedici e diciassette anni ai quarantasette e quarantotto, in piani temporali che si sovrappongono e sfumano uno nell’altro.

 

“Come vi diranno psicologi e psicoterapeuti – siamo una generazione di ex giovani psicanalizzati -, episodi dell’infanzia, seppure insignificanti, possono rimanere impressi nella memoria, e riaffacciarsi in forma di simboli, quando non addirittura ripetersi identici, lasciandovi nel dubbio se siano eventi successi realmente o no.”

Coinvolgente e ipnotico, non posso che urlare ora e per sempre “Datemi un cigno!”.

Sembrava bellezza” di Teresa Ciabatti, Mondadori. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata anche una libraia indipendente per tre anni. E rimarrò una libraia per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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