Dream Book

“Agnes” di Peter Stamm: recensione libro

Certe storie sono sfumate dall’inizio. Sembrano vapore acqueo, evanescenti, senza consistenza pur avendo forma. Storie diafane, che a guardarle meglio hai paura che possano sparire. Chissà se anche i cuori hanno battiti leggeri.

Certo, in amore tutto è tumulto, almeno dapprincipio. Eppure, queste storie qui si nutrono del tempo o della lentezza di esso. Appaiono sospese, non hanno fretta di bruciare le tappe, ma nella sostanza vanno veloci. Non si direbbe e non ci avresti scommesso niente. La fine della storia stessa, poi, è ancora più nebulosa. Una delle due parti sparisce senza guardarti negli occhi. Lascia tutto, incomprensioni comprese, a portata di mano portandosi via i silenzi e le sue ragioni. Chi resta, invece, non sa cosa dire e forse quella nebbia che ha fatto da cornice alla storia sin dalle prime battute, sin dai primi sguardi, ne era già l’epilogo. Storie sfumate ed affumicate da qualcosa che è rimasto segreto, intimo, che non si è rivelato.

In Agnes di Peter Stamm vivi la storia tra due ragazzi in punta di piedi, per non disturbare i loro turbamenti. Si parlano attraverso un racconto che lui scrive su di lei. Come coppia consumano pochi dialoghi e macinano molti pensieri in testa. E non si riconoscono più. Lui, scrittore, lascia sulle pagine la forma di una donna che esiste solo nelle sue idee di scrittura e non vede cosa dicono veramente gli occhi della fidanzata, una violoncellista. L’incompatibilità è evanescente come il fumo che esce dai tombini di New York perché a ben vedere è la libertà che si cerca.

Essenziale la scrittura, asciutta. Il lettore aspetta qualcosa che non riesce a prendere. Lo scrittore lo porta con se e gli fa decidere il finale che vuole. Ad ogni lettore una goccia di storia, la sua.

Agnes” di Peter Stamm, edizioni Beat. Dream Book.

Lucia Accoto

Lucia Accoto. Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi Tv. Ho la passione per i libri, lo stile, la scrittura e la cronaca nera. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli e di emozioni.

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