“Io sarò qualcuno” di Willy Vlautin: tra minimalismo e america profonda

Willy Vlautin è stata una recente, piacevole scoperta.
Ho letto il suo primo libro, Motel Life, qualche anno fa e da allora non l’ho più abbandonato. Li ho letti tutti in sequenza, apprezzandone il minimalismo, tipico di un gigante del mestiere qual è stato Cormac McCarthy.
Di McCarthy, Vlautin trae il succo “proibito”: prosa scarna, dialoghi asciutti, personaggi ai margini dell’America che conta, paesaggi rurali e di provincia. Un working-class americana, o roadside realism, che racconta gli Usa delle grandi pianure e delle cittadine di confine: il volto in ombra di un’America poco conosciuta, ma che spesso ne rappresenta l’anima profonda.
Io sarò qualcuno lo considero il passaggio di maturità della narrativa vlautiniana. Qui il dramma si fa più netto e la vita mostra il suo aspetto più crudo. Da Motel Life a The Free, Vlautin ha intrecciato dolore e speranza, lasciando intendere che, in fondo, una via di fuga dal caos esiste e le ingiustizie possono essere superate con la volontà di riemergere — senza mai dirlo apertamente.
In Io sarò qualcuno il paradigma si incrina definitivamente: la volontà non basta più. Il pessimismo diventa dolore, e la speranza vacilla. Quella stessa speranza, che nei racconti urbani di Vlautin era parte di un processo di crescita, qui non è garantita.
Considero Io sarò qualcuno il libro che più si avvicina al maestro del realismo minimalista “new-western”, Cormac McCarthy: la maturità dell’opera si vede anche da questo, e le vette artistico-narrative di Vlautin toccano l’apice.
Leggere Vlautin mi riporta in luoghi che con la mente non ho mai abbandonato e che, anno dopo anno, ho avuto la fortuna di esplorare: l‘America dei suoi luoghi perduti e lontani, un micromondo di motel desolati, strade crepate e discount — un liminal space che, a suo modo, è poesia urbana.
Per chi già conosce Vlautin, questo libro va letto. Per chi invece non lo conosce, tenetelo a mente ma partite dall’inizio: Motel Life.
<<<<< Sono Marcello e qui parlo di Usa e di letteratura americana, di cui sono da sempre attento lettore e studioso >>>>>




