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Deadwood: la mano del morto e il richiamo delle Black Hills

Non vi ho mai parlato di Deadwood, il leggendario paesino immerso nelle Black Hills, in South Dakota.

Le Pahá Sápa — Black Hills — erano colline sacre per i Lakota Sioux, che con il trattato di Fort Laramie fecero promettere al governo degli Stati Uniti di non colonizzarle mai. Poi accadde che nel 1874 il generale Custer partì con una spedizione e da quelle parti trovò dell’oro.

Era il periodo dei cercatori d’oro che spingevano sempre più a ovest la frontiera, così successe quel che successe: il trattato di Fort Laramie divenne carta straccia, e nel 1876 le Black Hills si popolarono di pionieri, prostitute, minatori, giocatori d’azzardo, assassini, medici, contrabbandieri, commercianti e predicatori.

La piccola e caotica Deadwood — una Main Street con case sgangherate di legno ai suoi lati — nacque da un atto di violazione e sopruso; senza sceriffo, senza legge, senza ordine, vigeva solo la legge del più forte e del più violento. Nacque nel caos ai piedi delle colline sacre dei Lakota Sioux. Sparatorie, regolamenti di conti, cacciatori di pelli, pistoleri leggendari — Wild Bill Hickok e Calamity Jane — morti epiche al Saloon Number 10 e l’ultimo avamposto di frontiera in terre selvagge e pericolose: tutto questo fece di Deadwood un luogo leggendario, sulla bocca di tutti.

Per un regolamento di conti, con una pallottola alla nuca, Wild Bill Hickok fu ucciso al Saloon Number 10 mentre giocava a poker. Lo uccise un tale di nome Jack McCall — un uomo mediocre con un conto in sospeso. Quel giorno, per la prima e ultima volta, Hickok aveva ceduto il suo posto abituale e sedeva con le spalle alla porta: lui, che era ossessionato dal tenere d’occhio gli ingressi. In mano aveva asso di picche, asso di fiori, otto di picche e otto di fiori. Venne chiamata la mano del morto.

Calamity Jane vi abitò per un certo periodo. Probabilmente lavorò come addetta ai muli, si dice cuoca e anche prostituta — lavori duri e non certo appaganti. E i più hanno parlato di una tresca con Wild Bill, anche se probabilmente era più leggenda che realtà. Quando morì, nel 1903, volle essere sepolta accanto a lui nel cimitero di Mount Moriah. Sono ancora lì, fianco a fianco, lui che probabilmente non la considerò mai più di tanto e lei che lo seguì fin dentro la morte.

Sono stato a Deadwood due volte, nel 2009 e nel 2016. Oggi è un grazioso paesello immerso nelle nere colline che lo adombrano per gran parte del giorno. D’inverno fa un freddo cane, d’estate l’aria è fresca e profumata. Da quelle parti, dietro le colline, si trova la miniera abbandonata dei cercatori d’oro, e più sopra il cimitero dove sono sepolti Wild Bill Hickok e Calamity Jane. Deadwood è un buon punto di partenza per visitare il Monte Rushmore e il Crazy Horse Memorial — ancora in costruzione.

Ci sono numerosi libri di letteratura americana che parlano di Deadwood, non saprei nemmeno dirvi quanti. Se amate le leggende di frontiera, il western violento, l’epica dei cercatori d’oro e le storie di vecchi assassini e fughe epiche, vi consiglio uno di questi, Paradise Sky di Joe R. Lansdale.

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