Vivere leggendo

“I volti” di Tove Ditlevsen: le verità nascoste

Pubblicato per la prima volta nel 1968, “I volti” di Tove Ditlevsen torna a esser letto con grande partecipazione e attenzione, oggi che parlare di salute mentale non è più, quasi, un tabù.

Con una narrazione che fa entrare nel vivo della personalità della protagonista, l’autrice ci racconta una storia di rapporti coniugali, amore, tradimenti e follia.

Il matrimonio di Lise Mundus, scrittrice e madre di tre figli nella Copenaghen di fine anni Sessanta, non è felice: il marito la tradisce e non accetta il successo, superiore al proprio, della moglie. La donna, in crisi coniugale ma anche nel rapporto con i figli, non riesce più a scrivere come prima. Sente che tutto è contro di lei, soprattutto la notte gli incubi non le danno tregua. Volti deformati la perseguitano, il crollo psichico è vicino. Ed è proprio adesso che Lise comincia a riflettere e a chiedersi se la follia sia più prigione o libertà.

“I volti” di Tove Ditlevsen è un romanzo asciutto, diretto. Dice quello che deve senza paura, senza barriere. L’autrice ha vissuto in prima persona problemi dovuti alle dipendenze da alcool e droga e narra la vicenda di Lise con chiarezza, portando allo scoperto le fragilità umane che, il più delle volte, si tende a nascondere per vergogna e paura.

La malattia mentale e la “normalità”

Il romanzo affronta la malattia mentale in modo chiaro e inevitabile, un fatto della vita quotidiana che può accadere e spegnere gradualmente la vita di chi ne soffre. L’analisi è diretta, cruda, assorbe chi legge senza sconti, mette in discussione l’io e l’altro. Niente è più investito dalla sfera della normalità ma cos’è, in fondo, la normalità?

Il libro di Tove Ditlevsen cerchia il mondo della malattia mentale con un’indagine accurata e precisa. È la malattia stessa a raccontarsi, a uscire, a volte, da quel cerchio per dimostrare che, in fondo, essere “diversi” può significare essere liberi da pregiudizi e catene.

La scrittura di Tove Ditlevsen è precisa, non confonde e non cerca di ammorbidire la vicenda. Chi legge penetra il dramma della protagonista, se ne fa carico, lo vive in prima persona. È un’occasione importante per guardarsi dentro, per interrogarsi abbassando il velo che spesso copre la parte più nascosta di sé.

I volti e le voci che angosciano Lise sembra di vederli e sentirli vicini. Forse, la follia non è lontana da nessuno di noi.

“I volti” di Tove Ditlevsen, Fazi Editore Vivere leggendo

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