Un libro tra le mani

“Avere tutto” di Marco Missiroli, recensione: Un libro tra le mani

AVERE TUTTO, di Marco Missiroli, Einaudi, 168 pagine.

 

I suoi dialoghi asciutti e densi, spesso sospesi, l’attenzione per il dettaglio, tutti i non detti esplicitati da gesti, gesti minimi, apparentemente insignificanti ma carichi di peso, danno alla scrittura di Missiroli la capacità di essere feroce senza sembrarlo, la travestono da narrazione scarna, ma solo per chi non è capace di leggervi dentro tutto il caos dei sentimenti che governano la vita.
Una vita fatta di scelte, di andate, ritorni, di cadute e ricadute.
Io trovo nelle sue parole una forza incredibile, come se ognuna di esse contenesse un “nucleo” capace di sprigionare le sue molecole in ogni direzione.

“Amaracmànd, Sandrin.”

Finalmente Missiroli ci porta nella sua Rimini… ma una Rimini “fuori stagione“, placida, dolce, come sono dolci le incursioni romagnole in ogni dialogo del libro.

Sandro, il figlio.
Nando, il padre.
E il loro muoversi all’interno di uno spazio occupato dall’assenza di lei.
Lei, Caterina, moglie e madre che c’è senza esserci e che equilibra, con il suo femminile, un romanzo apparentemente tutto al maschile.

Un romanzo intenso, su come giocare l’ultima partita con la vita.

Quando ti accorgi di dover diventare il genitore del tuo genitore, dando inizio ad un accudimento apparentemente non “naturale“, per il quale non ci si sente mai abbastanza grandi, mai abbastanza pronti.
Presente e passato si rincorrono in ogni pagina, dando vita ad una narrazione che è quasi una danza.

“Cosa faresti e dove saresti con un milione di euro in più e 20 anni in meno?”
Un gioco.
Una domanda a cui è difficile rispondere.
Un modo per affrontare i fantasmi del passato e, soprattutto, una domanda che va a stanare i buchi e le paure esistenziali che ci portiamo dentro.
Un modo per conoscersi e per ripercorrere le tappe cruciali della nostra vita.

Avere tutto” forse non è possibile…

Ma è possibile avvicinarsi molto all’idea, magari con un “salto-Scirea” perfetto che riscatta l’inciampo, o magari alzandosi da un tavolo da gioco senza neanche guardare le carte, chiedendo scusa e ritrovando se stessi.
Scusa per quello che si è stati, per quello che si è perso, per quello che si è tolto agli altri nella disperata ricerca di un’emozione.
Dell’emozione. Proprio quella.
Quella che parte dall’incavo del braccio, come un tremore, poi una pressione allo sterno, la mancanza di salivazione, le palpitazioni, la conduttanza cutanea intensificata.
Gli stessi sintomi dell’innamoramento.
Ma è smania del gioco.
L’azzardo.

C’è molto Missiroli in queste pagine, un Missiroli più intimo, più maturo, più consapevole, in grado di parlarci di un qualcosa che ha superato, metabolizzato e sublimato con la scrittura.
Esporsi così poteva essere un grande rischio, ma lui sa rischiare bene, l’ha fatto per anni e, oggi, con “Avere tutto“, ha sicuramente vinto il suo piatto più ricco.

 

“Avere tutto ” di Marco Missiroli, Einaudi editore.Un libro tra le mani.

 

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

Articoli correlati

Back to top button