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“Margine di fuoco” di John Smolens: recensione libro

Ricostruire la propria vita come fosse una vecchia casa da ristrutturare.
È possibile? Sembra questa l’ultima chance  che John Smolens tenta di dare a due dei suoi personaggi. La giovanissima e bella Hannah ci prova, e per farlo sceglie di innamorarsi di Martin, un uomo più grande di lei. Hannah e Martin ci credono, decisi a guardare verso il futuro. Ogni nuovo asse piallato, ogni mano di vernice, ogni gradino aggiustato sembrano essere gesti di riparazione interiore.
Per Hannah, marchiata da un aborto agli occhi della comunità di Whitefish Harbor, dove tutti sanno tutto e i giorni si susseguono seguendo meccanismi sociali predefiniti. Per Martin, che a trent’anni si innamora di lei e decide di iniziare a mettere nuove radici per ricominciare una vita a due.

Whitefish Point Harbour si trova sulla sponda meridionale del Lago Superiore, a circa 55 miglia a est di Grand Marais e 40 miglia a ovest di Sault Ste. Marie, nello stato del Michigan

“L’idea della vernice fresca, l’idea di rendere pulita onesta quella casa e quella vita ora sembrava assurda. Ci sarebbe sempre stata la paura. Ci sarebbe sempre stato il dubbio. Ci sarebbe sempre stato il rimpianto. Anna si chiese: Se non fosse andata fino in fondo, se l’anno prima avesse deciso di avere il bambino, ora sarebbe anche riuscita a evitare tutto quel dolore? Forse, era un castigo. Forse, dipendeva tutto da un senso di colpa che non riusciva a nascondere, a dispetto del nome che dava il colore, a dispetto del numero di mani di vernice che applicavi”.


Questa però non è una storia d’amore, o meglio: è una storia d’amore umano, disumano, distorto, malato, paterno, filiale, compassionevole, disonesto, fraterno, puro, sporco.
Smolens è bravissimo a rendere l’dea di una società che si avvita su se stessa, dove il potere ha, come spesso accade, un peso maggiore della legge.
Tutti i personaggi esercitano un potere sugli altri, nessuno escluso; agiscono con le parole ma soprattutto con le loro azioni, a volte irreversibili. Così Sean, l’ex ragazzo di Hannah prontamente allontanato dalla famiglia, ritorna con prepotenza nella vita di lei, di loro, del paese tutto. “Voglio sapere cosa è successo”Suo padre aprì un paio di birre e ne diede una a Sean, che rimase in piedi. Sembrava che, ogni volta che era suo padre offrire la birra, non fosse necessariamente per festeggiare qualcosa.


Cosa è successo lo capiamo bene e quasi subito, cosa succede nella testa dei personaggi, invece, è qualcosa di più sottile, impalpabile. Qualcosa dai margini sfilacciati che ci fa sospendere il giudizio, che ci interroga su “e tu, in quella situazione, cosa avresti fatto?”

In margine di fuoco ognuno è chiamato a misurarsi con qualcosa di più grande dell’immagine di sé riflessa nell’acqua del grande Lago. C’è l’io interiore che bussa e gratta disperatamente per farsi sentire. Per uscire, anche quando è violento, dannoso, sbagliato. Nel libro non si salva nessuno, nemmeno i buoni. Nemmeno Pearly, che aveva quarantaquattro anni e aveva vissuto la sua intera esistenza sul Lago superiore della Upper Peninsula del Michigan, e a cui Smolens dedica un incipit bellissimo:

“La sua religione, se ne aveva una, era che le cose in questo mondo dovrebbero essere a piombo, in pari e a squadro”

Pearly che ha sempre un attrezzo per tutto. Che aggiusta tutto, che Smolens vuole farci apparire come semplice, basico, facile da comprendere. Ma che a ben guardare non lo è, nemmeno lui.
Anna avanzò lungo il corridoio e si appoggiò al grosso montante di quercia dalla balaustra. Incredibile, ci hanno spinti a preoccuparci delle apparenze.

Colonna sonora per la lettura

Peaceful_Easy_Feeling

I get this feelin’ I may know you
As a lover and a friend
This voice keeps whisperin’ in my other ear
Tells me I may never see you again


Margine di fuoco, di  John Smolens
Traduzione di  Sebastiano Pezzani
Mattioli 1885, 2019 Spaziomentale per TheBookadvisor.

Roberta Frugoni

Copywriter per lavoro e passione. Amante dell'arsenico e vecchi merletti, mangio la pasta solo se è al dente e mi lascio conquistare dalle letture che prendono a schiaffoni. Nel tempo libero fotografo e collaudo amache.

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