Libri in pillole

“Una questione privata” di Beppe Fenoglio: recensione libro

Camminare lungo le langhe, infangarsi gli stivali, patire il freddo, stare costantemente all’erta, scappare, nascondersi, provare a riposare ma sempre tenendo un occhio aperto, preparare le imboscate, fare attenzione a quelle nemiche, in casi estremi anche battagliare. È questa la vita di Milton, giovane studente arruolato nelle fila dei partigiani, che si inerpica sulle colline piemontesi per pianificare gli assalti all’esercito fascista.

“Noi dormiamo sparpagliati – spiegò Fabio. Alba è troppo vicina e quelli ora si muovono anche di notte. Noi non dormiamo tutti in un posto. Così se ci sorprendono ne massacrano solo una parte”.

Una questione privata, di Beppe Fenoglio

Durante un’azione militare, però, Milton si imbatte nella villa che era stata teatro dei suoi incontri con Fulvia, una ragazza di cui si era innamorato e per la quale ancora prova amore. E mentre rievoca il tempo in cui la guerra ancora non esisteva e i suoi unici pensieri erano Fulvia, i suoi lunghi dialoghi con lei, i pomeriggi in cui le scriveva lettere e traduceva per lei i racconti di Allan Poe, viene a conoscenza di un dettaglio che coinvolge il suo amico e compagno Giorgio.

Ed è così che nel bel mezzo della contesa militare torna prepotentemente la vita privata di Milton che, sebbene tra fango e imboscate appaia un lontano ricordo, affiora insinuandosi inevitabilmente tra le maglie della sua nuova esistenza, in cui l’unico obiettivo è quello di catturare fascisti e salvare la pelle. Perché la guerra non si ferma mai, gli assalti dei fascisti nemmeno, e Milton si mostra così com’è: un ragazzo che suo malgrado ha dovuto imbracciare le armi e accantonare i sentimenti, i sogni, le speranze, che tuttavia continuano ad esistere nonostante sia impegnato nella Resistenza.

“«Dovreste farmi un piacere. Non mangio da ieri sera. Dovreste andare a casa a prendermi una pagnotta. Non sarà necessario che sfanghiate di nuovo fin qui, basterà che me la buttiate dal principio del filare. Io la piglierò al volo, state sicura». Al campanile batté il primo tocco delle undici. La vecchia lasciò completare le ore e poi disse: «Vado e torno. Ma non te lo butterò come un cane. Vado a farti un sandwich di pane e lardo e se te lo buttassi si disferebbe per aria. E poi tu non sei un cane. Voi siete tutti nostri figli. Vi teniamo per tali al posto di quelli che ci mancano»”.

Una questione privata è un libro che rimane impresso, che colpisce lì dove fa più male: al cuore. Perché i partigiani di Fenoglio sono dei ragazzini, strappati dalla loro vita, dai loro famigliari, dai loro amori, e catapultati in una guerra fratricida che non fa sconti. Sono ragazzi il cui sogno primario è quello di continuare a vivere. Ma sono pur sempre ragazzi, la cui vita privata non può essere scissa da quella militare, sebbene siano costretti a immolarsi sacrificando la loro gioventù per estirpare dal Paese un male che si è propagato come un cancro: il fascismo.

“Una questione privata” di Beppe Fenoglio, edizioni Einaudi. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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