Libri in pillole

“Non fidarti di Cappuccetto Rosso” di Annalisa Coluzzi e Marco Muscarà: recensione libro

Avete mai avuto la sensazione durante la lettura delle favole che i buoni fossero un po’ troppo buoni? Così perfettamente buoni da risultare in alcuni casi addirittura quasi fastidiosi? Se avete provato almeno una volta nella vita questo feeling e avete empatizzato con i cattivi, allora questo è il libro che fa per voi.

Perché Non fidarti di Cappuccetto Rosso fa esattamente questo: prende le favole, le ribalta e fa sì che a gestire la narrazione siano i cattivi, che finalmente hanno la possibilità di raccontare la loro versione della storia senza rimanere schiacciati in partenza dall’enorme masso sul quale campeggia il grande cartello con su scritto “cattivo e colpevole”.

“La piccola aveva con sé un cestino di vimini. Dall’interno spuntava una grande focaccia che emanava un aroma incredibile. Samuele fece un sospiro di sollievo. Altro che predatore!
«Ciao, bella bambina» disse il lupo provando ad attaccare bottone.
«Buongiorno, lupo » replicò la fanciulla.
«Come ti chiami?» le chiese lui.
«Cappuccetto Rosso », rispose lei.
«Dove vai Cappuccetto Rosso?»
«Dalla nonna».
«Che cos’hai nel cestino?»
«Vino e focaccia al rosmarino».
Samuele aveva la bava alla bocca: «Non è che, per caso, mi daresti un pezzo della focaccia? Sono molto affamato!».
«Mi dispiace – ribattè risoluta la bambina – la nonna è debole e vecchia; ieri abbiamo cotto il pane proprio per lei».
Samuele sapeva che avrebbe dovuto desistere. Ma sembrava davvero deliziosa, con il rosmarino e i grani di sale grosso.
«Dove abita la tua nonnina, Cappuccetto Rosso», chiese il lupo”.

E allora ecco che Annalisa Coluzzi e Marco Muscara ci raccontano, tra le altre, la storia della stimata famiglia di lupi cattivi che incontrerà Cappuccetto Rosso sul suo cammino, quella di Pinocchio alle prese con un processo decisamente molto particolare, la questione de “la più bella del reame” di Biancaneve e la Strega riferita da uno Specchio alquanto frustrato, perché costretto a subire le continue lamentele di chi si ostina a rivolgergli domande non accettando però la verità come risposta.

Si ride parecchio con questo libro, leggendo le dieci favole riscritte in maniera ironica, intelligente, dinamica ed efficacissima, ma anche con l’appendice finale, dove quelle stesse favole sono state riportate nella forma originale, cioè, rivista dai due autori con un tocco di sarcasmo imperdibile.

“Non fidarti di Cappuccetto Rosso” di Annalisa Coluzzi e Marco Muscarà, edizioni Efesto. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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