I libri di Riccardo

“Il gatto” di George Simenon: recensione libro

Il gatto, di George Simenon.

“ …piegò il foglietto più volte, come fanno i ragazzini quando se li lanciano servendosi di un elastico. A lui l’elastico non serviva. In quel giochino aveva acquisito una destrezza stupefacente, quasi machiavellica. Si sistemò il foglietto di carta fra il pollice e il medio. Il pollice si piegò come il cane di un’arma e, scattando all’improvviso, scagliò il messaggio…”

Suvvia, non fate come Marguerite, battete ciglio, voi, e raccogliete il foglietto, voi, potrebbe essere una recensione.

Potente, feroce e amaro. Ma soprattutto feroce.
I grandi romanzi si devono poter delimitare con tre aggettivi, nessun dubbio su quali scegliere per “Il gatto” di Simenon. Quindi riflettete a lungo sull’opportunità di leggere questo romanzo, compendio magistrale di umane miserie: solitudine, incomunicabilità, odio… sapientemente distillate da differenze di ceto e di carattere in un alambicco scaldato dalle fiamme del focolare.

La trama? …un gatto e un pappagallo, a immagine e somiglianza dei padroni, e come loro spazzati via dalla cattività e dalla cattiveria della quotidianità. Un vecchio gatto che tenta la fuga, ma sceglierà di tornare alla gabbia come un qualsiasi pavido pappagallino.

Riflettete prima di prenderlo in mano e iniziarlo, questo è un romanzo “segnante”, come l’Ilic di Tolstoj lascia cicatrici profonde, e non fatevi ingannare dalle dimensioni, la scrittura in Simenon ha un peso specifico superiore a quello del piombo, in una manciata di pagine può condensare una vita, due vite… tutte le vite.

Io vi ho avvisato, vi ho suggerito di non leggerlo, ma si sa, il lettore, come il gatto, “non vede una buona ragione per obbedire ad un altro animale, anche se questo cammina su due gambe”.

“Il gatto” di George Simenon, edizioni Adelphi. I libri di Riccardo

Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

Articoli correlati

Back to top button