I libri di Riccardo

“Il fratello” di Jo Nesbø: recensione libro

Ogni famiglia norvegese è infelice a modo suo…

Bene, siete lettori preparati e avete sorriso con indulgenza per la scontata citazione di uno degli incipit più famosi della letteratura, ma proprio in quanto lettori forti, siete i più indicati per rispondere a tre domandine:

Sottoscrivereste la frase “beato il romanzo che non ha bisogno di eroi”?

Il vostro dna vi ha dotato di cospicue dosi di sospensione dell’incredulità?

Siete sicuri di poter sopravvivere a un romanzo di Jo Nesbø senza Harry Hole?

Bene, se avete risposto sì ad almeno due delle tre domande, l’ultimo libro di Nesbø potrebbe fare al caso vostro. E non fatevi ingannare dal fatto che “Il fratello”, nelle prime delle sue numerose pagine, stenti a trovare aderenza, ci vuole pazienza, un po’ come con una maestosa Cadillac de Ville sul ghiaccio.

Questa nerissima e cruda fiaba inizia con due fratelli che abitano in un paesino, incastonato tra le montagne settentrionali della Norvegia, e sono legati da un rapporto esclusivo che diventa indissolubile dopo la tragica morte dei genitori. Il legame non si allenta nemmeno durante i quindici anni di assenza di Carl, partito per l’America in cerca della sua strada, mentre Roy, il narratore, si accontenta di trovare la propria, di strada, appena di fianco a quella principale di Os, gestendo una stazione di servizio. Il ritorno di Carl sembra in grado di generare sogni, come quello di un albergo d’alta quota e di ancor più alta architettura, disegnato dalla moglie di Carl, Shannon, originaria delle Barbados, e finanziato dai compaesani, ma spesso i sogni sono anche in grado di ridestare i peggiori incubi del passato…

Nessun assassino da smascherare, semmai l’incognita di vedere fino a che punto ci si può spingere per proteggere chi ci sta a cuore. Solo il passato da scoprire attraverso la voce del narratore, eppure il romanzo è avvincente e le pagine scivolano rapidamente da un colpo di scena a quello successivo, fredde, taglienti, cruente, torbide e a tratti disturbanti.

Può esistere una fiaba con soli orchi? …bisognerebbe chiedere ai fratelli Grimm, e dubito possano rispondere, ma voi mettetevi in bocca una bustina di “snus”, tra le mani il romanzo di Nesbø, e lo scoprirete. Cos’è lo “snus”? …un po’ di pazienza e scoprirete anche questo!

“Il fratello” di Jo Nesbø, edizioni Einaudi. I libri di Riccardo

Riccardo Gavioso

Nasce a Torino nel 1959, dove si laurea in Giurisprudenza. Ma ormai incerto su chi fossero i buoni e i cattivi, e pur ritenendo il baratto una forma di scambio decisamente più evoluta del commercio, da allora è costretto a occuparsi di quest’ultimo. Inevitabile, quindi, che l’alienazione professionale lo spinga tra le braccia di una penna e che la relazione, pur tra alti e bassi, si protragga per diversi anni. Poi, deluso in egual misura da quel che si pubblica e da quel che non si pubblica, smette di scrivere narrativa e si occupa di giornalismo collaborando con diverse testate di rilievo e creando un blog che arriva a incuriosire diecimila lettori al giorno. Torna alla narrativa con Arpeggio Libero con cui pubblica attualmente. Ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi racconti. Nel 1997 è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa “ Il Prione ”.

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