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“La storia infinita” di Michael Ende: recensione libro

C’è il rischio, leggendo “La storia infinita” di Michael Ende, di desiderare ciò che a lungo ha anelato Bastiano una volta giunto nel mondo di Fantàsia: non volersene più andare.

“La storia infinita” di Michael Ende è un libro difficile da catalogare

Il libro di Michael Ende è un’opera difficile da catalogare: c’è in esso certamente un richiamo alle fiabe, a cui lo stesso Ende dava enorme importanza per il ruolo che queste hanno sia per i piccini che per i grandi, e per quello avuto, più in generale, nella cultura occidentale, ma non si limita a questo. Esso è abitato da ogni genere di creatura fantastica che consente quindi di collocarlo nel genere fantasy. Volendo proporre una classificazione generale, direi che può essere definito come un “fantasy fiabesco”. Ma è anche un romanzo di formazione, a mio avviso, se consideriamo la storia di Bastiano, il protagonista umano de “La storia infinita”. La struttura, poi, è quella del metaromanzo (ci sono almeno tre versioni de “La storia infinita” ne “La storia infinita”).

La storia di Bastiano si intreccia con quella di Fantàsia per salvare questo magico mondo dal Nulla incombente

“La storia infinita” racconta una doppia storia, che è  poi una: quella di Bastiano che, rubando “La storia infinita” dall’antiquario Coriandoli, inizia a leggerla e quella di Atreiu e Fùcur, protagonisti fantàsici de “La storia infinita” che Bastiano sta leggendo. L’inizio di questa storia vede il mondo di Fantàsia in pericolo: il Nulla si sta diffondendo e sta inghiottendo ogni parte dell’infinito mondo di Fantàsia. Questo stato di cose – la distruzione progressiva del mondo di Fantàsia – si riflette nella salute sempre più cagionevole e compromessa dell’Infanta Imperatrice, rappresentante il vero cuore di Fantàsia. È a questo punto che ella ordina che venga portato l’Auryn, un amuleto magico, vessillo dell’Infanta Imperatrice, in grado di informare, illuminandosi nelle sue vicinanze, se si è alla presenza del “salvatore di Fantàsia” e che dona altresì a chi lo possiede protezione, ad Atreiu, giovane cacciatore della popolazione dei Pelleverdi, abitanti la regione del Mare Erboso, per intraprendere la Grande Ricerca per conto della Infanta Imperatrice stessa; impresa a cui si aggiungerà anche Fùcur, un Drago della Fortuna, che diventerà la “cavalcatura” e grande amico di Atreiu. Questa Grande Ricerca è orientata al trovare colui che potrà dare un nuovo nome all’Infanta Imperatrice: solo così potrà salvarsi il Mondo di Fantàsia. Nel corso della ricerca, Bastiano, Atreiu e Fùcur scopriranno quanto labile sia il confine tra il Mondo degli Uomini e il Mondo di Fantàsia…

“La storia infinita” è un’opera letteraria “senza confini”

Michael Ende
(Fonte: www.illibraio.it)

Ne “La storia infinita” non solo viene narrata la storia dei tre protagonisti a cui ho fatto menzione, ma compaiono anche molte altre storie “secondarie” che Ende lascia volontariamente “sospese” al fine di indurre il lettore a immaginarsi come potrebbero proseguire e finire (lo devono per forza: se tutte le storie non finiscono, Fantàsia potrebbe essere sconvolta da questo fatto). Se infinita è quindi questa storia, infiniti sono i piani di lettura, i livelli interpretativi e i moltissimi temi simbolici o meno che costituiscono questa meravigliosa opera. Tra questi, non v’è dubbio che la “fantasia” abbia un posto d’onore; più esattamente ce l’ha il potere creatore della fantasia. Ad esso è necessario associare anche il “ruolo del desiderio”: in Fantàsia, tutto ciò che è desiderato, si dà, fa la sua comparsa, sebbene poi – altro tema, questo – sia necessario dare a quello che fa la sua comparsa un “nome”, per far sì che esso assuma una “identità”, una sua propria “funzione” all’interno della storia per cui è stato creato. I desideri, però, non sono da prendere alla leggera: sono carichi di responsabilità e di effetti…

Qual è il messaggio del libro?

Che domanda mal posta! Ciò che “La storia infinita” ha da dire, lo dice solo a colui che entra in Fantàsia, che si ricorda di lei e non abbraccia il Nulla – l’assenza cioè di ricordi legati a Fantàsia. Ma per avere ricordi di Fantàsia, bisogna esserci stati. Ed è questo che vi invito a fare: scoprite il Mondo di Fantàsia, aiutate Fantàsia a non essere inghiottita dal Nulla, così da salvarla.

Rammentate queste parole, però, una volta che sarete a Fantàsia, cari lettori

Rammentate, però: il desiderio è una porta che apre sempre su nuove storie, ciascuna diversa, e leggendole, vivendole fino in fondo, potrete leggere con occhi nuovi la vostra, di storia, e, nel farlo, crescere, maturare, scoprendovi mutati, in qualche modo…

“La storia infinita” di Michael Ende, edizioni TEA Editore. A voice from apart.

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