Cultura & società

Cinque poesie contro la guerra

Cinque poesie contro la guerra: leggiamo insieme cinque componimenti poetici di autrici e autori che hanno dedicato i loro versi alla guerra.

Trilussa: Ninna nanna de la guerra” (1914)

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!


Bertolt Brecht: Quando la guerra comincia (1933)

Forse i vostri fratelli si trasformeranno
e i loro volti saranno irriconoscibili.
Ma voi dovete rimanere eguali.
Andranno in guerra, non
come ad un massacro,
ad un serio lavoro. Tutto
avranno dimenticato.
Ma voi nulla dovete dimenticare.
Vi verseranno grappa nella gola
come a tutti gli altri.
Ma voi dovete rimanere lucidi.


Talil Sorek: “Ho dipinto la pace” (1973)

Avevo una scatola di colori
brillanti, decisi e vivi.
Avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
per le sabbie ardenti,
ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace.


Gianni Rodari: “Promemoria” (1985)

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.


Noura Ben Salem: “L’ultima preghiera che ci rimane” (data sconosciuta)

Fate piano con il fuoco,

che ci sono madri a vegliare.

Hanno le mani spezzate,

ma cullano ancora i figli

come fossero promesse da difendere.

Guardatele bene,

le loro lacrime non fanno rumore,

eppure scavano solchi più profondi delle bombe.

Ogni sguardo è un grido taciuto,

ogni carezza un atto di resistenza.

Non spegnete quei respiri,

perché nei sogni i bambini

ancora corrono a piedi nudi sull’erba,

ancora ridono per una palla lanciata in cortile,

ancora credono che il cielo sia un rifugio

e non un muro che crolla.

Fate piano,

perché il sonno dei bambini

è l’ultima preghiera che ci rimane,

è il confine che separa l’uomo dalla bestia.

E sappiate che nessun silenzio

potrà cancellare la vergogna.

Che le macerie hanno memoria,

che la polvere racconta,

che ogni nome trafitto

sarà inciso nel ferro della Storia.

Un giorno vi verrà chiesto

dove eravate,

quando la terra piangeva sangue

e il cielo bruciava.

E se avete voltato lo sguardo,

se avete preferito tacere,

allora il vostro silenzio

sarà la condanna più pesante.

Non nel mio nome.

Non nel nome di chi sa

che la pace è l’unica eredità

che valga la pena difendere.

Cultura&Società

Alessandro Oricchio

Dottorando in studi politici Sapienza Università di Roma, speaker di Teleradiostereo, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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