Dallo smartphone al Book Retreat: così i giovani hanno reso la lettura l’attività più “cool” dell’anno

Si parla spesso in modo negativo dell’editoria e dei giovani, accusati di leggere sempre meno, ma in realtà il fenomeno dei club del libro dimostra che sta accadendo qualcosa di diverso: le nuove generazioni non hanno abbandonato la lettura, la stanno reinventando, rendendola più sociale, condivisa e adatta ai loro stili di vita.
Negli ultimi anni, infatti, i gruppi di lettura tra Millennials e Gen Z sono cresciuti in modo significativo, arrivando a coinvolgere in Italia circa una persona su 200 (dati: Adei). Nati o esplosi durante la pandemia in formato online, questi club non sono scomparsi con il ritorno alla normalità, bensì, al contrario, si sono trasformati in eventi dal vivo sempre più frequentati, diventando occasioni di socializzazione, momenti culturali e anche strumenti di promozione per librerie ed editori.
Alla base del loro successo ci sono tre fattori principali: il desiderio di connessione sociale, la volontà di approfondire le letture e la presenza di una struttura che aiuta a mantenere costanza. Non a caso, in molte città gli incontri sono diventati appuntamenti rituali.
Un ruolo decisivo lo hanno giocato i social, in particolare TikTok e la community BookTok, che influenzano fortemente le scelte di lettura: una parte consistente di giovani scopre e acquista libri proprio grazie a queste piattaforme, e anche le librerie si sono adattate, valorizzando i titoli diventati virali.
Ma l’aspetto più interessante è l’innovazione dei formati di questi book club: dai silent book club, in cui si legge insieme in silenzio senza alcun obbligo di condividere opinioni sui libri letti, ai reading retreat, in cui ci si dedica alla lettura immersi nella natura e con il telefono cellulare ben lontano, fino ai club tematici sempre più specifici. Tutte forme che rispondono a un’esigenza comune: ridurre il tempo sugli schermi e riscoprire esperienze autentiche.
Pertanto, nonostante i dati generali sulla lettura siano in calo da anni, questi segnali raccontano un cambiamento più profondo: i giovani non stanno smettendo di leggere, stanno semplicemente scegliendo modalità diverse, più coerenti con il loro modo di vivere il tempo libero.
Inoltre, una recente ricerca commissionata dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol (Gems) al Cesmer dell’Università Roma Tre, condotta su un campione rappresentativo di 1.100 italiani dai 14 anni in su, ha confermato come i giovani percepiscano la lettura come qualcosa di “cool”. Non solo, ma chi legge sviluppa anche un rapporto diverso con i social media, passando da un uso passivo e automatico a un approccio più consapevole e partecipativo.
A confermare questi dati anche l’AIE che nel comunicato di aprile 2026 ha ribadito il buono stato di salute dell’editoria per bambini e ragazzi: “Nei primi tre mesi del 2026 è proseguita e si è rafforzata la crescita del mercato dei libri per bambini e ragazzi (fumetti compresi), con un incremento delle vendite a valore dell’8,3% rispetto ai primi tre mesi del 2025. Con una crescita a copie dello 0,3% (23,6 milioni di copie) e a valore del 2% (277 milioni di euro), i libri per bambini e ragazzi (fumetti compresi) avevano chiuso il 2025 in controtendenza rispetto all’editoria italiana di varia nel suo complesso, che aveva segnato una flessione a copie del 3%. Sono numeri che confermano la vivacità del settore, pur a fronte del calo demografico che riduce il perimetro di mercato e in un contesto di forte trasformazione nelle abitudini di lettura che interroga esperti e istituzioni internazionali sulla necessità di ripensare le politiche di promozione del libro tra i più giovani”.
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Fonti: Radiolina.it; Virgilio Scuola.



