Differenze tra il fantascientifico, il distopico e l’ucronico

Differenze tra il fantascientifico, il distopico e l’ucronico: qualche tempo fa ho avuto un interessante scambio con un utente a proposito della categorizzazione di 1984 di George Orwell. Il punto centrale riguardava la relazione tra il genere fantascientifico e il romanzo distopico. Vale la pena fare chiarezza proprio partendo da 1984. Che genere è?
È un distopico.
Distopia deriva da dys e topos, “cattivo luogo”. È il contraltare dell’utopia, il “non luogo”, cioè uno spazio ideale che non esiste. Il distopico destruttura la realtà – non il reale, che appartiene invece al weird – e dipinge un futuro cupo, spesso dominato da una sovrastruttura che controlla la società, anche se questo elemento non è imprescindibile. Il distopico proietta di solito nel futuro, ma può situarsi anche nel presente. È un genere realistico: immagina scenari ipotetici che restano, nella loro logica interna, perfettamente plausibili.
L’ucronico parte da una domanda precisa: “Che cosa sarebbe accaduto se…?”. Un singolo evento storico prende una piega diversa e dà origine a un presente alternativo in cui vive il protagonista. Se Napoleone avesse vinto a Waterloo, che forma avrebbe preso l’Europa? La differenza rispetto al distopico è sostanziale: l’ucronia non implica necessariamente un mondo negativo o oppressivo, anche se spesso imbocca quella direzione. Inoltre non nasce da un’anticipazione futura, ma da una deviazione nella linea del passato.
La fantascienza, a dispetto di alcuni cliché, non coincide con astronavi e laser. La sua matrice è la speculazione tecnologica e scientifica all’interno di ambientazioni alternative, che possono situarsi nel passato, nel presente o, più frequentemente, nel futuro. La base resta la realtà: la speculazione riguarda il “possibile reale”, ciò che potrebbe esistere in virtù di una tecnologia o di una teoria scientifica estesa oltre i limiti attuali.
A questo punto: un libro di fantascienza può essere distopico? Certamente. Un distopico può avere connotazioni fantascientifiche? Assolutamente. I due generi non solo dialogano, ma spesso si sovrappongono.
Quando allora un libro è prevalentemente fantascientifico e quando distopico? Dipende dall’elemento dominante. Se la forza motrice del testo è la speculazione scientifica, ci troviamo nella fantascienza; se lo è la costruzione di un mondo negativo, oppressivo o deformato, siamo nel distopico.
E 1984 di Orwell? Ha elementi fantascientifici, senza dubbio. Tuttavia non è un romanzo di fantascienza. La volontà dell’autore è descrivere una distopia, e questa rimane l’impronta decisiva del libro. 1984 è dunque un romanzo distopico con componenti fantascientifiche, non il contrario.



