Vivere leggendo

“Tracce diafane” di Sonia Vannozzi: recensione libro

Una poesia gentile ma non reticente, nella quale convivono, con armonia ed eleganza, urti improvvisi e assestamenti decisi, sofferenza e speranza, raggi di luce e spine di buio.

Sonia Vannozzi, con la silloge “Tracce diafane”, apre una finestra sulle cose della vita e vi si affaccia osservandole attraverso una quotidianità che, pur nel suo ripetitivo rinnovarsi, non risulta mai banale.

Come passeggeri/di un treno/siamo muti/e guardiamo fuori.

Afferriamo brandelli/strappati veloci/da una realtà abbarbicata/e irraggiungibile.

I versi della poetessa tracciano un percorso di vita il quale abbraccia tempesta e quiete, amore e disperazione, in un cammino che sembra non volersi compiere. Siamo (s)conosciuti anche a noi stessi. Soprattutto a noi stessi.

Tra poesie che mascherano un dolore intimo e personale (ma forse è solo una nebbia in attesa del suo naturale diradarsi), si mostrano sorrisi e palpiti d’amore i quali ben donano un alito di pace e di sereno a un volo spesso difficile, in un cielo grigio e denso di nubi.

Raccolgo a coppa sulle mani/questo silenzio e contemplo

perché così è il tuo amore/discreto presente

vitale bellissimo respiro.

Nel clamore dei giorni/cruenti che si sgretolano/con le loro battaglie e/i loro smottamenti

tu sei un ricamo nel cielo/un leggero cinguettare/sei l’ambra che si affaccia/sull’azzurro/sei di brezza il primo/carezzevole sorriso.

Impossibile non notare la cura e l’attenzione della poetessa nello scegliere le parole, il rispetto e la devozione di chi ama affidarsi alla poesia per dar voce al proprio mondo emotivo. Sono pennellate generose date con sapienza e umiltà, in un paesaggio palpitante di vita con tutte le sue sfumature.

“Tracce diafane” bussa con discrezione e fermezza al cuore del lettore. Con ali esperte, ma sempre alla ricerca di una traiettoria ancor più delineata, Sonia Vannozzi offre i suoi versi attraverso parole semplici e cristalline. Versi brevi, puliti, in un comunicare privo di invadenza e di presunzione alcuna, ed è già confronto con il lettore. Il suo mondo interiore diventa, così, universale, in un riconoscersi che conforta e prende per mano, conducendo alla scoperta della propria intimità.

Liriche intensi e consapevoli, quelle della poetessa. Le sottintese domande trovano risposte decise, potenti, a volte velate di amarezza

perché/non c’è gloria/nella felicità

per rendersi conto, quasi con mestizia, che ci si trova, giorno dopo giorno, a trascinare la propria quotidianità

… ed è questa la più/insopportabile/forma di pazzia.

 

Sonia Vannozzi è sempre stata divisa tra la passione per le immagini e quella per la lettura e la scrittura. Questi due aspetti artistici hanno guidato i suoi passi, arricchendo il suo percorso personale e lavorativo con uno sguardo creativo e sensibile. Inizia a scrivere poesie a quindici anni. Collabora con l’Associazione Licenza Poetica.

 

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“Tracce diafane” di Sonia Vannozzi, Il Babi Editore  Vivere leggendo

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