“Racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol: Racconti sorprendenti

RACCONTI DI PIETROBURGO (Nikolaj Gogol)
(Adelphi edizioni)
(Traduzione di Tommaso Landolfi)
DIARIO DI UN PAZZO – Audiolibro letto da Valerio Aprea
IL MANTELLO – Audiolibro letto da Manuela Mandracchia
IL NASO – Audiolibro letto da Massimo Popolizio
PROSPETTIVA NEVSKIJ – Audiolibro letto da Maria Paiato
IL RITRATTO – Audiolibro letto da Valentina Carnelutti
Racconti sorprendenti, che spaziano dal quotidiano al sovrannaturale, pieni di un’ironia tanto grottesca quanto malinconica.
I suoi protagonisti non sono mai dei vincenti, anzi, sono tutti destinati a soccombere sotto il peso del destino riservato ai disgraziati.

DIARIO DI UN PAZZO:
Un viaggio nella follia di un uomo, un consigliere titolare innamorato della figlia del direttore.
Il suo desiderio di raggiungere una posizione sociale più elevata sfocia in un deragliamento psichico che vede cani parlanti e scriventi, manie di grandezza (ovvero credersi il Re di Spagna) e il totale distacco dalla realtà.
La progressiva discesa nel delirio paranoico è descritto da Gogol in modo estremamente preciso e realistico.

IL MANTELLO:
Ancora un burocrate di pochi mezzi, stavolta alle prese con l’acquisto tormentato (perché troppo costoso) di un nuovo cappotto, grazie al quale si apre per lui lo spiraglio di una nuova vita sociale.
Ma la gioia, come sempre, ha vita breve… e il cappotto nuovo frutto di grandi sacrifici gli viene rubato.
Da qui un’escalation di drammaticità, grottesco e fantastico.

IL NASO:
Racconto surreale in cui un barbiere trova nel suo pane mattutino qualcosa di molto strano, un “naso”, ovvero il naso di un suo cliente.
Da qui le vicissitudini di quest’uomo, privato del suo naso, che esce a cercarlo.

PROSPETTIVA NEVSKJI:
Una lunga descrizione della più grande e importante strada di Pietroburgo, nucleo pulsante della città, passerella per giovanotti e belle ragazze, ma anche donne mature, impiegati statali, militari e artisti.
Seguiamo le vicende di due amici che sulla Prospettiva s’infatuano di due giovani donne e iniziano a seguirle, con risvolti tutt’altro che rosei.
Questo perché non bisogna mai fidarsi di quella via, capace di trarre in inganno e mostrare le cose come non sono, è tutto un inganno, un sogno!

IL RITRATTO:
Un giovane e squattrinato pittore acquista, quasi per caso, un vecchio ritratto dallo sguardo ipnotico.
Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa: il suo talento cederà il passo ad opere senza nessuna originalità che però lo arricchiranno; quando capirà di aver sprecato la sua arte, cadrà in un vortice di invidia e follia che lo distruggeranno.
Il quadro altro non era che il ritratto di un usuraio, e portava con sé la malvagità della persona rappresentata.
Profondo e giocoso Gogol, ma il mio preferito è senza dubbio il più triste dei cinque, “Il mantello”.
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“Racconti di Pietroburgo” di Nikolaj Gogol, Adelphi edizioni. Un libro tra le mani.



