Rinascimento privato

******,
Io di solito, lo avrai notato, libri storici non ne leggo, o comunque non per mia spontanea volontà. Questo libro, in effetti, mi sono ritrovata a doverlo leggere, e, a posteriori, per fortuna, aggiungerei.
Lascia che ti presenti “Rinascimento privato” di Maria Bellonci, un’autrice che, se il genere ti interessa, sicuramente avrai già sentito. In caso contrario, presentartela attraverso il suo capolavoro è a mio avviso il miglior modo di farti travolgere dalla sua penna.
“Rinascimento privato” è un romanzo storico, come ti anticipavo, che ruota attorno alla figura di Isabella d’Este – marchesa di Mantova nell’Italia del XVI secolo – e alla sua storia personale, sino ad arrivare alla sua densa esperienza emotiva, passando attraverso eventi come il parto, le guerre, il lutto. La genialità che rende il libro estremamente ambizioso è il metodo narrativo che la Bellonci sceglie: è Isabella in persona che, in punto di morte, ripercorre la sua vita, costruendo un’autobiografia rivolta allo stesso lettore in tono al contempo confidenziale e solenne.
Sicché mentre leggi alcuni capitoli puramente descrittivi e fedelmente vicini al contesto storico in cui vive la protagonista, ti troverai a immergerti in capitoli, spesso più brevi, di introspezione e auto-analisi, dal filo narrativo quasi diaristico. Penso che potresti apprezzare entrambi, perché anche in quelle parti più lontane dal filone storico dell’opera, le massive ricerche della Bellonci permettono un’intensa comprensione di un contesto storico ed emotivo completamente diverso dal nostro.
Non ti aspettare che sia un romanzo rigoroso dalla prima all’ultima pagina, se pure l’analisi politica proposta attraverso gli occhi di Isabella d’Este sia uno sfondo maestoso ed encomiabile per l’opera. In effetti elementi “romanzati” ce ne sono, molto pochi e perfettamente integrati. Uno di questi mi sta particolarmente a cuore, e potrai indovinarne immediatamente il motivo. Si tratta di uno scambio di lettere; o meglio una serie di lettere che un personaggio realmente esistito – “anglico”, viene soprannominato – manda alla protagonista, la quale, vedrai, non gli concederà mai una risposta. Oltre allo stile epistolare in sé, sono lettere che paiono scritte da un’altra scrittrice, dacché da una penna abbastanza corposa, quella di Isabella, si passa bruscamente a una penna leggera, elegante e dolce, quasi malinconica.
È un’opera che ho apprezzato molto a posteriori, perché mentre la leggevo venivo appesantita da passi colmi di dettagli, descrizioni, considerazioni manualistiche. Sì, lo definirei un libro puramente storico. Ma quando poi ho avuto modo di guardarla dall’alto, nel suo complesso, allora ho dovuto riconoscere a Maria Bellonci capacità straordinarie di approfondimento, di immedesimazione. È storico il romanzo, ma vivo.
“Rinascimento privato”, di Maria Bellonci, edizioni Mondadori, libri in lettere



