Un libro tra le mani

“Lontano dagli occhi” di Paolo Di Paolo, recensione: Un libro tra le mani

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore… aveva proprio ragione Endrigo.

 

Non avevo ancora mai letto Paolo Di Paolo, mea culpa, ed è stato un grande errore rimandare, perché ho scoperto un autore capace di stupirmi, con una storia e uno stile raffinato, intimo, struggente, capace con poche pennellate di farmi vedere, e sentire, anche tutto quello che non dice. Un autore che riesce a parlare anche attraverso una pagina tutta nera.

Il resto è lontano

Lontano dagli occhi
Lontano dagli occhi

Anni ’80.
Tre storie, tre donne e tre uomini, tutti pericolosamente in bilico su quel delicatissimo filo che separa l’essere figli e il diventare genitori.
Luciana, Valentina e Cecilia sono fragili, confuse, sperdute ed impaurite nelle nuove vesti di corpo che pulsa, che contiene vita, ma determinate a bastarsi.
L’Irlandese, Ermes e Gaetano è come se vivessero nello stesso loro mondo, ma con uno scarto spazio-temporale che li colloca lontani, inarrivabili, irragiungibili.
Un po’ scappano, un po’ rincorrono, amano, ignorano, sperano… in realtà hanno smarrito se stessi, ed hanno paura.
E poi c’è la vita che nasce, che non sa, non sceglie, non decide nulla, che si lascerà cullare dalle prime braccia che vorranno accoglierlo e sentirà “di appartenere al primo corpo che lo accudisce e che lo nutre, all’odore o alla voce che lo placa. Il resto è lontano.”
Tre storie, tre (anzi sei) vite che si sfiorano, si toccano appena, per poi convogliare in un unico finale, sorprendente.

Sullo sfondo la Roma vince lo scudetto, Emanuela Orlandi scompare, Jack Lametta semina terrore, si avvicinano le elezioni politiche (Andreotti è sulla scena da 40 anni), al cinema esce “E.T.” e in radio passa “Tropicana”…

Beckett, attesa e destino…

Lontano dagli occhi
Lontano dagli occhi

Un romanzo dove aleggia leggera e persistente la voce di Beckett.
Un romanzo sul destino, sull’attesa e sull’abbandono, sul tempismo della vita che, troppo spesso, ci coglie impreparati, sulla complessità delle emozioni di chi ha paura del futuro, sulle decisioni difficili da prendere, sul coraggio di tentare, ed anche di fallire.
Un libro polifonico sulle possibilità.
Sulle scelte che condizionano tutto, anche la vita di altre persone.
Ma chi può dire cosa sia veramente giusto e cosa sbagliato?
Commuoventemente umano.

“Mamma, papà – le prime parole che dici. Talvolta, anche le ultime. Niente ci accomuna come l’essere figli.”

La capacità di Di Paolo di condensare tanta bellezza in poche pagine mi ha stupito, così come mi ha sorpreso la sua capacità di riuscire con tanta naturalezza ed efficacia a dar voce alla complessità dei pensieri e delle sensazioni che albergano in una donna che decide di portare avanti una gravidanza indesiderata.
Credo non sia facile neanche per una donna che l’ha vissuto sulla propria  pelle, figuriamoci…

“Nove mesi e un attimo. Nove mesi e un giorno, molto vicino al cuore, nei suoi effettivi pressi. Una vita intera, lontano dagli occhi.”

Un romanzo per chi non ha certezze e per chi non ha paura di ammettere di essere impreparato alla vita.
In fondo vivere è sempre un grande salto nel buio.

“Lontano dagli occhi” di Paolo Di Paolo, La Feltrinelli . Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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