Un libro tra le mani

“I Dieci Comandamenti” di Maraini, Raimo, Gaspari, Bosco: interpretati e scritti da autrici italiane

I DIECI COMANDAMENTI (Maraini, Raimo, Gaspari, Bosco)

(Rizzoli edizioni)

LA BAMBINA CHE VOLA – Non avrai altro Dio all’infuori di me (Dacia Maraini)

SABBIE MOBILI – Onora il padre e la madre (Veronica Raimo)

L’HOTEL DEL TEMPO PERSO – Non rubare (Ilaria Gaspari)

NOSTRA SIGNORA CHE SEI NELL’ATTICO – Ricordati di santificare le feste (Federica Bosco)

Rizzoli ha ideato questa collana dedicata ai DIECI COMANDAMENTI interpretati e scritti da 10 autrici italiane in chiave contemporanea.

Mi è piaciuta l’idea, la voglia di affidare la rielaborazione di un qualcosa che è da sempre stato appannaggio maschile allo sguardo femminile… la realizzazione però mi ha convinto a metà, per ora.

Ho letto i primi 4 volumi.

“LA BAMBINA CHE VOLA” (Non avrai altro Dio all’infuori di me):

Dacia Maraini dà voce ad una bambina, dal collo lungo e le ali dietro la schiena, che intrattiene un dialogo onirico, a metà tra sogno e magia, con una donna, un’artigiana del legno che vive in solitudine dopo essere stata lasciata dal marito per una donna più giovane.

La bambina dice di parlare con un certo Signore che sta nei cieli… e poi le racconta delle storie, storie antiche che, notte dopo notte, le restituiranno il senso della vita che aveva perduto.

Una favola mistica che non mi ha tanto entusiasmato, troppo eterea ed evanescente per i miei gusti.

“SABBIE MOBILI” (Onora il padre e la madre):

Il breve romanzo di Veronica Raimo è intenso e toccante (nonché il mio preferito dei 4): ci parla dell’infanzia ai margini, dolente e commovente, di un bambino di 8 anni, senza padre e con una madre in balia delle sue personalissime sabbie mobili, sempre persa in un “altrove” (anche grazie ai suoi “aiutini”…chimici).

Laddove non esistono parole per spiegare la fragilità e l’abbandono, il bambino inventa mondi dove cercare le risposte alle sue domande e tenere insieme i pezzi di una vita troppo complicata.

La Raimo è maestra nel riuscire a toccare il disagio e il dolore sfiorandolo con sfumature ironiche, laddove l’ironia non serve a generare ilarità, ma a scavare nel profondo rimanendo sempre leggeri.

Bellissimo e struggente, decisamente ad un livello superiore rispetto agli altri.

“L’HOTEL DEL TEMPO PERSO” (Non rubare):

Ilaria Gaspari dà vita ad un giallo filosofico che sembra omaggiare “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, per reinterpretare il settimo comandamento e contestualizzarlo nella società odierna dove il più grande furto che possiamo fare a noi stessi è proprio quello del tempo, il “tempo perso”.

Le occasioni perdute, le verità nascoste…

Ma insieme al tempo si perdono anche tante altre cose: i desideri, l’identità, i sogni, l’energia per tornare a credere in se stessi.

Bello, acuto e molto raffinato.

“NOSTRA SIGNORA CHE SEI NELL’ATTICO” (Ricordati di santificare le feste):

Un comandamento, questo, reinterpretato come fosse una commedia brillante, attraverso una storia rocambolesca che vede protagonisti tre fratelli perseguitati dai fallimenti ed una nonna megera, di quelle proprio perfide e cattive.

Diciamo pure che Federica Bosco ha scritto di meglio, questo racconto è davvero troppo troppo “leggero”.

 

Ci aggiorniamo con le prossime uscite.









 

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“I Dieci Comandamenti” di Maraini, Raimo, Gaspari, Bosco, Rizzoli edizioni. Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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