Un libro tra le mani

“Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio, recensione: Un libro tra le mani.

In “Borgo Sud “L’Arminuta è diventata grande”. Così cita la pubblicità di questo romanzo.
E tu, che L’Arminuta l’hai amata visceralmente, ti chiedi se sarà possibile ritrovare le stesse vibrazioni, lo stesso magone nella pancia, la stessa commozione.
Mi sono avvicinata al libro con emozione e timore, voglia di rincontrarla e paura di non riconoscerla.
La punta delle dita in fibrillazione e gli occhi ansiosi… e già questo basterebbe in realtà.

Borgo Sud  e il passato

Borgo Sud

Poi inizi a leggere e tutte le preoccupazioni vengono spazzate via.
Lei c’è, la ragazzina “restituita” è diventata una donna realizzata, ma ancora alle prese con gli abbandoni, c’è sua sorella Adriana con il suo carico di vitalità e irrequietezza, c’è l’Abruzzo con il suo entroterra aspro (anche nei sentimenti) e con il suo mare, il pesce appena pescato, la comunità che si fa famiglia.
C’è ancora la maternità e ciò che resta di un’infanzia trascorsa nel disamore,  nell’anaffettività.
Ci sono le crepe lasciate aperte da queste mancanze, vuoti da colmare con l’amore e che, nonostante tutte le difficoltà, lasciano sempre passare la luce.
C’è il matrimonio e la ricerca “necessaria” della propria identità, anche a costo della felicità dell’altro.
C’è il passato che torna, torna sempre.

Sopra ogni cosa c’è il rapporto tra due sorelle, due anime profondamente diverse, inizialmente estranee eppure indivisibili.
Il disagio trasformato in affetto diventa il più forte dei sentimenti.

“Con mia sorella ho spartito un’eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate. E rare, improvvise attenzioni.
Siamo state figlie di nessuna madre.
Siamo ancora, come sempre, due scappate di casa.
[…]
Per ognuna di noi restava la certezza dell’altra al fondo del dolore che non ci siamo mai confessate.”

Borgo Sud

Nella scrittura della Di Pietrantonio c’è questa dolcezza, questa calma di fondo che si amalgama al dolore, alla durezza della vita, dando origine così a pagine meravigliosamente ruvide, capaci di farti male, ma con grazia.
Ti senti cullata da una melodia triste, come una ninna nanna che ti fa addormentare mentre piangi.
Quello che provi è un dolore composto, senza eccessi, dove ogni parola è esattamente dove dovrebbe essere.
Qui ogni parola è preziosa, lucente come un diamante, e proprio come un diamante… taglia.

Da non perdere.

“Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio, Einaudi editore. Un libro tra le mani.

 

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

Articoli correlati

Back to top button