Libri in pillole

“Terre rare” di Sandro Veronesi: recensione libro

Premessa: Terre rare di Sandro Veronesi è il sequel di Caos calmo, romanzo con cui l’autore nato a Firenze vinse il Premio Strega nel 2006. Pertanto il protagonista di questo libro è Pietro Paladini, personaggio per me nuovo, visto che non ho letto il primo volume, che ha ricevuto il prestigioso premio letterario. Consiglio: torna sempre utile ricordarsi di controllare la sequenza dei libri pubblicati per non incappare in un errore del genere. Ma pazienza.

La buona notizia è però che Terre rare è un romanzo che può anche essere letto senza conoscere i pregressi, dunque non ho avuto troppi problemi a entrare fin da subito nella storia, incentrata per l’appunto su Pietro Paladini, che rispetto a Caos Calmo si è trasferito a Roma. Nella nuova città lavora in un autosalone in cui si occupa della rivendita di auto usate, ma nel giro di una sola giornata la vita dell’uomo cambia radicalmente: si ritrova con l’ufficio sigillato dalla Finanza, probabilmente ricercato da una banda di trafficanti, con una figlia neo 18enne scappata a Milano e con la patente sequestrata. Ed è qui che inizia la sua grande fuga, da tutto ciò che lo circonda, da se stesso.

Perché Pietro Palladini è un uomo semplice, che mira a raggiungere quella normalità che tuttavia gli sfugge dalle mani, che gli sguscia via fino ad allontanarsi senza possibilità di essere recuperata. Si rivela fallimentare infatti il suo tentativo di rimuovere i ricordi e di minimizzare le questioni del passato che però, rimaste irrisolte, tornano prepotentemente e franano su di lui come una montagna che lo travolge, costringendolo alla fuga. Ma scappare, per quanto si possa farlo velocemente, non aiuta a seminare il passato, che prima o poi ti raggiunge presentandoti il conto.

“Nella mia via ormai tutto sembra accadere per puro caso (se non avessi telefonato a, se non fossi passato per, se non mi fossi fermato in, se non avessi parcheggiato nel), e non riesco nemmeno a immaginare cosa potrebbe essere di me, adesso, se la fortuna non mi avesse aiutato. Non so più chi sono, ecco il punto, se mi dimentico le ricorrenze private e le regole di civiltà che non ho mai mancato di osservare, e alla fine non mi riconosco più nemmeno in un elenco di desideri che ho appena compilato. Ad aggravare questa confusione, poi, senza nemmeno spingersi a considerare i casini assurdi nei quali mi trovo, c’è il fatto che gli altri invece sono convinti di saperlo benissimo, chi sono, perché hanno in mente quello che sono stato per tanto tempo, e la tentazione di tranquillizzarmi specchiandomi nella loro ingenuità è molto forte”.

Oltre a essere un libro ben scritto ho trovato Terre rare anche piuttosto divertente: i continui colpi di scena, le peripezie tragicomiche del protagonista, le riflessioni sull’approccio alla vita di Paladini, l’interessante narrazione del rapporto padre figlia, sono elementi che contribuiscono a rendere la lettura del romanzo molto piacevole.

Terre rare” di Sandro Veronesi, edizioni Bompiani. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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