Libri in pillole

“Müchela, Iena” di Vincenzo Trama: recensione libro

Lo ammetto, la prima cosa che ho fatto prima di cominciare a leggere questo libro è stata cercare su Google il significato di Müchela, e ho scoperto che in dialetto milanese significa “smettila”. E infatti la storia è ambientata nella Bassa Milanese, periferia meridionale della città lombarda.

È qui che troviamo Mirko, figlio di emigrati italiani, che deve lottare e sgomitare per togliersi di dosso un’etichetta che non solo pesa, ma che risulta anche pericoloso portare: quella di terrone, affibbiata a quei ragazzi che seppur nati a Milano hanno origini del Sud. Perché la Bassa Milanese è una zona di conflitto, dove le opportunità per emergere sono poche, sia per gli autoctoni che per i nuovi innesti, ed è dunque un luogo in cui regna la marginalità. E in uno scenario grigio, ruvido, complicato come questo l’unico modo in cui i giovani hanno la possibilità di far sentire la propria voce, di dimostrare al mondo di essere vivi è quello di rendersi protagonisti di continui atti di violenza. Perché sono quelli che richiamano l’attenzione, che permette loro di costruire anche una sorta di scala sociale autodeterminata. Sono dunque le scorribande a fare da padrone nella vita di questi ragazzi che si muovono caoticamente nel tentativo di riuscire a trovare quell’appiglio che gli possa permettere di essere considerati “normali”, e non dei semplici emarginati.

“Non ne parlo a casa. Non so se per pudore o semplice consapevolezza del fatto che siamo realmente diversi; in modo tangibile, dico. Non alla maniera del razzismo caciarone o megafonato delle piazze, no. A me, per il fatto che fossi terrone, mi stavano proprio per menare”.

Vincenzo Trama racconta magistralmente tutto questo, e lo fa colorando il testo con un velo di nostalgia e malinconia che ripercorre ogni singola parola che compare sulla pagina. Perché questo viaggio a ritroso nel tempo prende il via dal ritorno di Mirko in quella terra che era stata teatro della sua infanzia, e la scintilla è l’incontro con la sua vecchia banda di amici in occasione di un funerale.

“Ripenso al sole, all’erba, alle risate, alle botte. Alle sigarette, agli sguardi, alle nebbie fitte e alle piogge. Alle sgommate in bici, ai gelati, ai batticuori e al tempo lento. Cosa ne è di noi quando cresciamo, se non un momento che nel nostro cervello avrà sempre le sembianze di un ricordo spensierato?”.

Müchela, Iena è un libro dalla narrazione calda, vivida, reale, che permette al lettore di correre in bicicletta con questi ragazzi, di seguirli nei loro assalti, per conoscere i loro pensieri, le loro idee, ma soprattutto i loro sogni che, sebbene impolverati e impastati dal fango della periferia, sono pur sempre sogni di adolescenti.

Müchela, Iena” di Vincenzo Trama, edizioni Spartaco. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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