Libri in pillole

“Lei che non tocca mai terra” di Andrea Donaera: recensione libro

Raccontare “Lei che non tocca mai terra” di Andrea Donaera non è un’operazione semplice. Probabilmente mi potrebbe riuscire meglio iniziando da un’immagine, quella di un lungo chiodo alla cui estremità sono posizionate quattro foglie, in fila, che rappresentano le relazioni umane, l’amore, la debolezza e l’oscurità.

Basta un colpo secco a Donaera per inchiodare al muro queste quattro foglie, che si schiacciano l’una sull’altra facendo fuoriuscire delle gocce di sangue, che iniziano a macchiare la pagina e a costruire tassello dopo tassello la storia del romanzo. Ed è una storia di dolorosi fallimenti, di disintegrazione psicologica, di superstizioni e oscurità quella di “Lei che non tocca mai terra”, che racconta il modo in cui i sei protagonisti rimangono impigliati nella prevaricante personalità dell’esorcista papa Nanni, figura alla quale non riescono a opporre resistenza, dimostrando una sorta di impotenza di fronte all’inferno che il santone gli ha costruito intorno.

“È capace di distorcere le cose del mondo fino a farti credere solo e soltanto a lui: fino a farti credere solo e soltanto a lui: fino a farti perdere lucidità – rendendoti soddisfatto, appagato, perché “sapere è patire, sofferenza è la scienza”, dice sempre. E io mi sento uno schizofrenico, uno che qua sta bene, che con lui sta bene, ma che mo’ lo vorrebbe pure odiare”.

C’è Miriam al centro della storia, in coma in seguito a un incidente. È colei che secondo papa Nanni rappresenta il Male, attorno a cui ruotano le esistenze di Andrea, giovane innamorato che non vuole abbandonarla, dei genitori, incapaci di metabolizzare le tragedie che hanno devastato la loro famiglia, di Gabry, migliore amica della ragazza, che non ha ancora risolto il suo passato ambiguo. Una storia familiare, dunque, in cui le esistenze si incrociano, si intrecciano, si scontrano, fino ad arrivare al sorprendente epilogo.

Ciò che colpisce di questo libro è senza dubbio la scrittura, perché è come se fosse incisa sulla pelle, e fa male. Ma è un male necessario, che serve per essere guidati in questo viaggio all’interno dell’oscurità, e scandisce il ritmo delle emozioni, delle sensazioni, delle paure, che evaporano dalla pagina e si appiccicano addosso al lettore, che non può far altro che lasciarsi condurre in questo cammino dove il fine ultimo è raggiungere a tutti i costi quella linea che separa il bene dal male, il bello dal brutto, l’amore dall’odio, la verità dalla finzione. Con l’obiettivo di oltrepassarla e sentirsi, finalmente, salvi.

“Lei che non tocca mai terra” di Andrea Donaera, edizioni NN Editore. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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