Libri in pillole

“La notte che arrivai al Café Gijón” di Francisco Umbral: recensione libro

Il Café Gijón è uno dei luoghi culturalmente più significativi di Madrid. Fondato verso la fine dell’800, divenne il punto di incontro degli intellettuali spagnoli, che si ritrovavano davanti a un caffè o un cognac e un sigaro per confrontarsi su politica, arte, cinema, cultura, storia, letteratura. Fu anche la casa della Generación del ’36, gruppo di scrittori che cominciò a produrre letteratura alla fine della guerra civile spagnola (1939) inaugurando la corrente letteraria del tremendismo, di cui Camilo José Cela fu il massimo esponente.

La notte che arrivai al Café Gijón di Francisco Umbral

Ne La notte che arrivai al Café Gijón Francisco Umbral, nato esattamente nel 1936, racconta il suo approdo in questo famoso ritrovo letterario in cui mise piede per la prima volta nel 1961, arrivando da Valladolid. Ed è attraverso le parole dell’autore spagnolo che scopriamo la vita che si svolgeva all’interno di questo prestigioso locale: il Café Gijón, infatti, era una micromondo che si proponeva come un’alternativa alla società esterna, una sorta di centro di produzione del pensiero, ma anche di svago, utile per far ripartire una Spagna che ancora si dimenava per liberarsi dal franchismo, dall’arretratezza culturale e che stava tentando gradualmente di aprirsi alla modernità.

“Le conversazioni del dopo pranzo o del dopo cena, quando i gruppo di letterati o artisti si riunivano nelle rispettive tertulias, erano l’alta marea del Café Gijón, il momento in cui erano tutti satolli di cibo, cognac, sigari, disquisizioni, politica e vanagloria. Non c’era quasi spazio per entrare e non solo perché c’era tanta gente, ma anche perché era il momento in cui la gente vi si accalcava più che a qualsiasi altra ora”.

Una narrazione non propriamente leggerissima, con diverse digressioni sui tanti letterati che frequentavano il Café Gijón, ma che combina l’interessante esperienza personale dell’autore e il suo tentativo di affermarsi in una metropoli competitiva come la Madrid degli anni ’60 con l’affascinante attività del mondo intellettuale dell’epoca, che si basava su incontri e tertulie tra letterati che condividevano tutti lo stesso obiettivo: uscire dalla mediocrità in cui versava la Spagna mediante l’istituzione di presidi culturali come il Café Gijón.

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“La notte che arrivai al Café Gijón” di Francisco Umbral, edizioni Settecolori. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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