Libri in pillole

“La lavoratrice” di Elvira Navarro: recensione libro

La destabilizzante precarietà lavorativa, i problemi psicologici e gli stati di depressione che comporta, il malessere di base che pervade la vita delle due protagoniste del romanzo, Elisa e Susana, sono i temi centrali trattati nel libro La lavoratrice della giovane scrittrice spagnola Elvira Navarro, al suo primo romanzo pubblicato in Italia.


Elisa e Susana sono due donne sole che condividono lo stesso appartamento e in alcuni casi le stesse patologie: problemi di identità, attacchi di panico, frustrazione, estrema solitudine. La prima, correttrice di bozze freelance presso un importante gruppo editoriale sempre in ritardo coi pagamenti, cercherà rifugio dal suo malessere abbandonandosi a lunghe camminate notturne nella periferia di Madrid; la seconda, che apre il romanzo con il racconto di una sua fantasia erotica estrema, tenterà di uscire dal suo guscio paranoico attraverso appuntamenti al buio con amanti improbabili e realizzando particolari attività artistiche.


Un romanzo pervaso fin dalle prime pagine da un senso di malessere, in una narrazione che, attraverso descrizioni e digressioni, cammina di pari passo con lo sfinimento mentale e fisico delle due protagoniste, entrambe alle prese con una battaglia personale per ritrovare una collocazione all’interno di una società complessa, svuotata, che riduce i lavoratori in uno stato di alienazione psicologica e fisica.

“La lavoratrice” di Elvira Navarro, edizioni LiberAria. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Docente e ricercatore di Lingua Spagnola, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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