Libri in pillole

“Dosolina” di Mara Di Noia: una straordinaria storia di amore e di coraggio

Ho un debole per chi, quando scrive, esercita l’arte della delicatezza, per chi dimostra grande attenzione nel dosare le parole, per chi utilizza la penna come fossero delle cesoie, per liberare la scrittura del superfluo e lasciare solo ciò che è indispensabile.

Ho un debole per chi riesce a combinare eleganza, poesia, emotività e incisività in un solo spazio, per chi riesce a raccontare storie offrendo a chi ascolta, o in questo caso a chi legge, una narrazione calda, coinvolgente, intrisa di dolcezza, ma allo stesso tempo equilibrata, senza la ricerca di particolari strategie retoriche studiate a tavolino per far lacrimare gli occhi o destare determinate reazioni. Ecco, per scrivere Dosolina Mara Di Noia, a mio avviso, ha utilizzato le parole come fossero magneti, per invitare il lettore non solo a empatizzare con le vicissitudini dei protagonisti della narrazione, ma soprattutto per avvicinarlo ai loro pensieri, ai loro sogni, ai loro brividi, alle loro sensazioni, paure e ambizioni.

Quella di Dosolina è una storia che oscilla tra leggenda e tradizione, è la storia di una ragazza che visse ai margini della Milano del 1943, quando l’arrivo della guerra portò con sé bombardamenti, violenze, deportazioni, morte e devastazione. Ma è anche una straordinaria storia di amore e di coraggio, di riscatto e determinazione, di ribellione e convinzione di poter cambiare il corso della storia attraverso gesti piccoli, semplici, ma estremamente significativi.

“Morirono circa duemila milanesi. Perirono durante i bombardamenti di quell’agosto, il mese più terribile per la città. Milano era in macerie e molti edifici, pur non centrati dagli ordigni, erano esplosi per gli spostamenti d’aria. Dosolina cercava di evitare le buche aperte sulla strada, e non era facile procedere al buio. Le bombe non avevano risparmiato gli ospedali, come le aveva raccontato il dottor Demo. Reparti del “Niguarda” come l’Ostetricia erano stati distrutti, rasi al suolo. Alcuni medici e infermieri, che non avevano voluto abbandonare i malati, erano morti con loro. Dosolina pensò che portare in salvo i bambini in quei giorni fosse la cosa più bella che le era capitata da quando era partita dalla Valtellina”.

Non svelerò più di tanto della trama del libro, per non rovinare la lettura a chi deciderà di avvicinarsi a questa favola bellissima dalla sensibilità sopraffina, a chi deciderà di montare in sella della sua bicicletta per seguire da vicino Dosolina pedalare forsennatamente, tutta intenta a superare ogni avversità con l’obiettivo di strappare via dal mondo degli orrori quei nuovissimi respiri che, per crescere, hanno bisogno di sole e sorrisi, di cura e amore, di affetto e umanità, lontano, dunque, da odio, ferocia, violenza, razzismo e disumanità.

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“Dosolina, l’angelo dei bambini” di Mara Di Noia, edizioni Spartaco. Libri in Pillole.

Alessandro Oricchio

Dottorando in studi politici Sapienza Università di Roma, speaker di Teleradiostereo, giornalista pubblicista iscritto all'Odg del Lazio. Amante dei libri, dei viaggi, del calcio, della lingua spagnola, del mare e della cacio e pepe.

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