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“La vita impossibile” di Matt Haig: un libro strano da definire

“La vita impossibile” di Matt Haig è un libro strano, a tratti non mi è neanche sembrato un suo libro. Nonostante non ne abbia amato tutta la bibliografia, quando Haig fa uscire un nuovo titolo, qualcosa mi impone di leggerlo. Forse perché quelli che ho trovato belli, li ho profondamente amati, tanto da perdonargli qualche scivolone fuori dal recinto dei miei gusti. Dove si collochi “La vita impossibile” rispetto a questo mio personalissimo insieme ancora non l’ho deciso.

Grace, ex maestra di matematica, un giorno riceve un’email da vecchio alunno. Potrebbe rispondere con frasi di circostanza, invece decide di raccontargli l’incredibile avventura che le è capitata e che l’ha trasformata da donna sola e depressa a… diciamo “qualcos’altro” per non spoilerare troppo.

Tutto ha avuto inizio con la scoperta che un’ex collega persa di vista da tantissimo tempo le ha lasciato la sua casa a Ibiza. È poco più di un bugigattolo polveroso che Grace vorrebbe vendere alla svelta, ma mentre si trova sull’isola comincia a collezionare frammenti della storia Christina e sulla sua inspiegabile scomparsa e così piano piano, inizia ad abitare sia la casa sia la sua nuova vita.

Tutto sembra condurre al di là di questo nostro mondo, cosa assurda da accettare per un’insegnante di matematica ultrasettantenne, ingrigita da una vita di colpe. Eppure, è quando Grace tocca con mano la strana presenza che abita il mare, che il suo mondo cambia.

Mentre leggevo “La vita impossibile” mi sono trovata a pensare che fosse un libro meno alla Haig dei precedenti. Nonostante i molti punti in comune, qui ci ho trovato qualcosa di diverso, meno cupo, più etereo, un magico più intriso di spirituale, forse, che rispetto agli altri titoli ha pervaso la storia di una luce diverse. E forse, il fatto che non me l’aspettassi, me l’ha resa difficile da digerire.

Non da leggere, eh, perché Haig scrive bene come sempre, solo ho percepito meno l’urgenza di tornare alla storia. Come dicevo, non so ancora se “La vita impossibile” mi sia piaciuto al 100%, quello che so è che è una storia attuale, che risuona dentro per un po’ nonostante alcuni passaggi mi abbiano lasciata stranita.

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