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Cravuni: torna la Sicilia oscura e primordiale di Orazio Labbate

Il creatore del gotico siciliano torna con un nuovo e inquieto protagonista

Con una lingua che graffia a sangue vivo e affonda sapiente e spietata, torna Orazio Labbate con Cravuni, un’opera che sfugge a qualsiasi incasellamento di genere per ergersi fiera nella sua unicità. Si tratta di un romanzo che costituisce ambiziosamente il primo capitolo di una trilogia crossmediale, dalla quale è stato tratto un videogioco e che, non a caso, avanza per livelli.

Racconta la storia del detective Frank Labella, soprannominato “Uorbu” perché cieco da un occhio, il quale, dopo anni trascorsi in Oklahoma, torna nella natia Sicilia ossessionato dall’urgenza di vendicare la morte della madre. In questa ardua battaglia contro la forza tentacolare della criminalità organizzata, in una Sicilia ancora una volta oscura e primordiale, Frank Labella trova sponda e sostegno in un’enigmatica figura femminile che lo aiuterà a vendicare il dolore della perdita e a celebrare la nascita di una nuova parte di sé. A lei il protagonista dedica una delle più intense dichiarazioni d’amore mai scritte.

Cravuni: un viaggio epico tra vendetta e redenzione

Cravuni, copertina

In quest’opera ritorna prepotente la Sicilia gotica, che si fa terra trascendente, mitica e minacciosa e che fa da sfondo a quel percorso di esplorazione dell’invisibile e del perturbante che è uno dei tratti distintivi dell’autore.

Con un afflato epico, immagini di devastante potenza cinematografica e scene di disturbante crudezza, che si alternano a passaggi di inatteso lirismo, Cravuni affattura, travolge, disorienta, affama e sazia in un controcanto di emozioni che si alternano, si fronteggiano e restano.

Leggere Labbate è sempre, in primis, un viaggio affascinante e misterioso nel potere infinito delle parole, attraverso vortici di significati che “infuriano in noi fino a sfunnarci di senso”.

IL VINO

Il vino da abbinare a questa lettura è il Nero d’Avola DOC, ricavato dall’omonimo vitigno autoctono, questo vino siciliano si presenta complesso e strutturato, come la personalità del protagonista, e il suo colore rosso rubino, che vira al nero, ricorda le ombre che avvolgono la Sicilia di Orazio Labbate.

LE CITAZIONI

Orazio Labbate

“Mi rannicchiai posizionando il busto come uno spicchio di luna per sussurrare a mia madre di coprirsi contro il freddo, perché io adesso potevo afferrare, con totalità sperta, un paesaggio, ricercandola per sempre“.

Non poteva esistere alcuna parola defunta a sfidarmi durante il suo abbraccio, la psiche mia di indagatore si squarciò e nello spiraglio segreto dei sentimenti inserii la sua immagine calorosa”.

Cravuni, di Orazio Labbate, Polidoro editore, a cura di Sopra le righe.

Michela Bilotta

Sono nata a Salerno e vivo da oltre dieci anni a Bruxelles, dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Giornalista pubblicista dal 2007 e sommelier professionista, ho maturato un’esperienza ventennale come direttrice creativa, editor e addetta stampa per case editrici, agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, ONG internazionali e istituzioni europee. Ho, inoltre, pubblicato guide turistiche, racconti e manuali per concorsi a cattedra. Ho sempre usato le parole per lavoro e per passione, e il mio amore per la scrittura è pari solo a quello per la lettura. La metrica dell’oltraggio, Jack Edizioni, è il mio primo romanzo edito e tratta dei diversi aspetti della violenza di genere partendo dalla tragica storia della poetessa Isabella Morra, assassinata dai fratelli, fino ad arrivare al fenomeno dei femminicidi oggi. Il libro ha destato l’attenzione della stampa nazionale, è entrato nell’elenco ufficiale dell’AIE come testo scolastico ed è stato presentato alla Camera dei deputati. Tre miei racconti sono stati pubblicati nell’Antologia “Ad alta voce”, a cura della scrittrice Sara Rattaro.

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