“I nove doni” di Giovanni Allevi: come trasformare la sofferenza in una melodia di speranza

La felicità parte da lontano. È fulminea e poi sparisce. Il suo viatico, invece, è lungo e tosto. Pensare che compaia così dal nulla, senza alcuna spinta, sarebbe sbagliato. Essa, spesso, viene dal dolore. La sofferenza, che dilania il corpo, intensa e spaventosa, che affatica il respiro, che risucchia le energie, che spegne i colori, ribalta la vita. Sembrerebbe quasi una blasfema giustificazione per rendere il dolore vivo, credibile. Ma è tutto vero.
Quando conosci la sofferenza, quella a cui affidi le preghiere più profonde affinché il male che senti possa finire in fretta, tutto appare diverso. Cambi la visione della vita e le fragilità diventano priorità. Hanno un senso, prendono nuove direzioni facendosi storie interessanti. Comprendi tante cose che prima ti sfuggivano, alle quali prima non davi peso accantonandole come superflue. Il dolore ti mette con le spalle al muro. In quell’istante, non sfuggi a te stesso. Scatta una inevitabile riflessione su ciò che sei, su ciò che potresti essere da quel dolore in poi. Tutto è in discussione perché ogni cosa, ormai, è precaria in quanto la sofferenza detta ore e umore. Allora, ti rendi conto che la perfezione, voluta dalla società, non esiste e non può compromettere l’andamento incerto di un percorso che necessita tempo e fiducia. Il dolore va accettato e trasformato. Da quel momento imparerai a vedere la bellezza anche dove non ci sta, a fare quello che più ti piace senza ansia, tormento, aspettativa. Comprendi appieno che la vita è ora e subito e passa dalle cose più genuine, semplici, naturali, ovvie che non fanno più presa nell’animo della gente nel vortice della fretta. Recuperarle, nella conoscenza del dolore, è un dono che ti svolta la vita.
In I nove doni Sulla via della felicità di Giovanni Allevi conosci un pezzo, quello più doloroso, della vita del maestro Allevi. La sua era un’esistenza impegnativa: composizioni, concerti, tour, viaggi in tutto il mondo, registrazioni. Poi, è arrivato il mieloma. Tutto è crollato. La fragilità del corpo è diventata una cosa tangibile e quotidiana. È cominciato un lungo e dolorosissimo percorso terapeutico. Camminando nell’inferno, Giovanni Allevi è riuscito ad accogliere nove speciali doni che gli hanno fatto vedere la vita da una prospettiva diversa, nuova.
Il libro è toccante, profondo, emotivo. La scrittura è spiazzante per bellezza e intensità. Allevi spiazza con la sua storia che è un inno alla felicità da cercare, da respirare. Il maestro riesce a tradurre il dolore, la fragilità, la riconoscenza e molto altro ancora in impensabili esperienze che passano poi nella carne del lettore. Giovanni Allevi è Musica e proiezione verso l’incanto, il fascino, l’armonia e l’eleganza di pensieri, che sono l’offerta più vera di ciò che il dolore vissuto, patito, affrontato, riescano a diventare dono per quanti sanno accoglierli come qualcosa di prezioso.
“I nove doni” di Giovanni Allevi, edizioni Solferino.
Per altri consigli sui libri da leggere potete ascoltare le audio recensioni di The BookAdvisor qui.
Vieni a parlare di libri con tutti noi nel gruppo Facebook The Book Advisor




