“Ti telefono stasera” di Lorenzo Marone: l’amore genitoriale narrato in chiave ironica

Non esiste alcun manuale di istruzioni che ci insegna come diventare genitori perfetti.
Essere genitori significa non smettere mai di imparare, mettersi in gioco e commettere anche errori inevitabili. Ne abbiamo piena conferma leggendo il nuovo romanzo di Lorenzo Marone, intitolato “Ti telefono stasera”, edito da Feltrinelli che affronta il tema della genitorialità in chiave ironica ed esilarante, in particolare quella che riguarda i padri separati.
Il rapporto padre – figlio che cambia l’esistenza
Protagonisti di questo romanzo è un padre cinquantenne, Giò Coppola che si ritrova a prendersi cura del suo unico figlio, Duccio di dieci anni in seguito al trasferimento all’estero per un anno da parte della sua ex moglie, soprannominata Veleno. Nei mesi in cui Giò e Duccio staranno a stretto contatto tra levatacce, pomeriggi di compiti, uscite al parco, serate improvvisate e cene a base di patatine fritte e cotoletta, la vita di Giò cambierà inesorabilmente.
Dedicherà il suo tempo e le sue energie a Duccio e imparerà tanto da lui in maniera inaspettata perché il loro legame speciale contribuirà a risvegliare la sua “parte bambina” che credeva fosse sopita ormai. Ritrovandosi a fare il padre di Duccio “a tempo pieno” capirà che l’amore verso i figli è un amore puro e soprattutto incondizionato.
Non si finisce mai di essere figli
Questo suo rapporto gli ricorderà anche che un genitore non smette mai di essere figlio cercando di non commettere gli stessi errori dei propri genitori. Cerca di incoraggiare, esprimere affetto e dedicare presenza e attenzioni ai propri figli.
“Ti telefono stasera” è un romanzo che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Marone racconta le vicende di Giò e Duccio, le situazioni impreviste, la loro quotidianità con un’ironia che lascia il segno nel lettore. La sua scrittura autentica coinvolge il lettore pagina dopo pagina. Oltre a Giò e Duccio vi è un corollario si personaggi memorabili perché originali che fanno sorridere.
In particolare colpisce il personaggio di Paco Meraviglia, il migliore amico di Giò, un cinquantenne che nonostante abbia alle spalle due matrimoni falliti non ha smesso di nutrire speranza nei confronti dell’amore e di considerare i padri come Giò di essere capaci di fare cose straordinarie nella quotidianità non certo facile.
Uno spaccato famigliare moderno
Marone con questo romanzo delinea uno spaccato famigliare moderno, quello dei cinquantenni disillusi nei confronti dell’amore, eterni Peter Pan ma anche genitori che hanno tanto da imparare dai propri figli se solo dessero loro ascolto, affetto e presenza per condividere insieme esperienze emozionanti e significative capaci di dare senso e calore alla propria esistenza.
Un libro che si legge tutto d’un fiato e con piacere, che ci fa ricredere sulla esistenza dell’amore incondizionato, quello tra genitori e figli che va al di là dei “se e dei ma” e che nonostante il tempo che passa, le distanze o le difficoltà che una famiglia può attraversare, resta.
Ancora una volta abbiamo piena conferma di come le storie di Marone ispirate alla vita pura consentono al lettore di immedesimarsi con facilità in esse smuovendo qualcosa nel profondo.
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