A Garamond Type

“Loro” di Roberto Cotroneo: recensione libro

«Loro cosa vogliono da voi?» chiesi.
Fu questa la domanda che non dovevo fare, che mi ha rivelato il male: il male del mondo. La tenebra che cerchiamo di non vedere, di non capire, ma che ci raggiunge sempre, è fatta di questo, di questa materia sfuggente, di queste antiche credenze, di queste divinità antichissime che ancora sfidano le religioni moderne, le cose nascoste sin dalla fondazione del mondo. E ci sono e ci imprigionano, e ci tolgono la ragione.
Mi sono maledetta per aver fatto quella domanda. Mi sono maledetta nel sentire la risposta e nel sentirla proprio in quel modo, con una voce sola, all’unisono.
«Niente» dissero. «Loro ci obbediscono. Questo conta».

Il tema del doppio

Il tema del doppio anima le pagine del perturbante romanzo di Roberto Cotroneo, scrittore, critico letterario, nonché editor della narrativa italiana di Neri Pozza e fotografo eccelso.

Questo non è un libro di genere, seppure ospiti fantasmi e atmosfere gotiche. Si tratta del memoriale di Margherita B., che racconta del breve periodo a servizio della famiglia Ordelaffi come istitutrice di due bambine, le gemelle Lavinia e Lucrezia. La famiglia è di origine aristocratica, anche se di fatto ha comportamenti borghesi; pare che furono proprio gli Ordelaffi, signori di Forlì, a custodire il manoscritto della Divina Commedia, e questo è solo uno dei tanti riferimenti e rimandi letterari contenuti nel libro, in una sorta di dichiarazione d’amore per la letteratura.

Un vortice verso l’orrore

I fatti si svolgono in una villa bellissima, la casa di vetro, progettata dall’archistar Rem Koolhaas, i cui muri di vetro pur mostrando tutto per assurdo celano l’inimmaginabile, che è terribile e inquietante. Con una lingua precisa e asciugata, Margherita B. ci prende per mano e ci conduce in un vortice che coinvolge i recessi della sua e della nostra mente verso l’orrore che cresce pagina dopo pagina, e incontro a un finale sorprendente, e lo fa con un ritmo tale che è impossibile smettere di leggere e di togliere la nostra mano dalla sua, fino alla fine, fino all’abisso che, citando Nietzsche, ci scruta appena lo avviciniamo.

La copertina è altresì ammaliante, si tratta di Birdcage, un’opera di Gemmy Woud-Binnendijk, ed è davvero una calamita verso il tema del doppio, a partire dalle due gemelle per arrivare alla dicotomia tra bene e male, sacro e profano, antico e moderno, felicità e infelicità, noto e ignoto, vivo e morto.

Ma siamo sicuri che le divisioni siano sempre nette e inconciliabili? Siamo sicuri che la nostra mente sia sempre salda, concreta e razionale? Basta conoscere Alessandra Brandi, Umberto e Lavinia e Lucrezia Ordelaffi, il giardiniere Gaetano, e soprattutto Margherita B. per dubitarne.

Loro” di Roberto Cotroneo, Neri Pozza Editore. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata anche una libraia indipendente per tre anni. E rimarrò una libraia per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

Articoli correlati

Back to top button