A Garamond Type

“Due vite” di Emanuele Trevi: recensione libro

Due vite di Emanuele Trevi, edito da Neri Pozza e fresco vincitore del Premio Strega, è un leggero libro profondissimo con una poesia di Cristina Campo in esergo che inizia così:

Quanto ad esser felici, questo è
il terribilmente difficile, estenuante.

L’anelito alla felicità

L’anelito alla felicità permea le pagine di questo libro privo di trama, ne costituisce l’essenza. Trevi afferma che contrariamente al comune pensare, non è l’amore il sentimento che ci può avvicinare alla sensazione di essere felici, ma è l’amicizia.

E disattende anche l’accezione di amicizia definita come “reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine”. Racconta bensì l’amicizia vera e duratura tra e con due scrittori prematuramente scomparsi, Rocco Carbone e Pia Pera, diversissimi per natura, tratti, condotte.

La giusta distanza

Con una lingua erudita ma quotidiana, vi riesce con maestria, perché “l’unica cosa importante di questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità”, distanza che ha trovato.

Scrivere per commemorare, scrivere per sfiorare l’eternità.

Partendo da alcune fotografie, ricostruisce ricordi e li consegna alla scrittura che, come il sogno, è il mezzo efficace per evocare i morti e renderli vivi e di fatto immortali. Scrivere per commemorare, scrivere per sfiorare l’eternità.

“Anche i ricordi di chi abbiamo conosciuto talmente bene che la consuetudine è diventata quasi un riflesso condizionato, si staccano e volano via con rapidità inconcepibile. Pensiamo di averne accumulati tantissimi, così numerosi e vividi da ritenerli inestinguibili – e invece in mano ci resta poco più di uno sfarfallio di immagini incerte e fuggitive. Forme di memoria talmente insignificanti e sbriciolate da equivalere alla dimenticanza. Tutto l’onere della prova ricade sulle spalle di chi resta. Saranno davvero esistite due persone come Rocco e Pia? E di chi possiamo dire con certezza che ha avuto una vita felice, o infelice? Non è forse, di ogni emozione che accade davvero in noi, di ogni parola davvero importante, vero anche il contrario? Dal più minuscolo composto di molecole alle mostruose grandezze dell’universo, è sempre l’impossibile che genera il possibile, questo è il marchio indelebile, il difetto di fabbrica della nostra esistenza, e nessuno può evitare di farci i conti, di scontare nel suo limitato orizzonte la pena decretata dalla legge universale.”

Sull’orlo del Nulla, mentre il tempo evidente non esiste in sé ma è fatto delle cose che lo riempiono, e tra queste, in primis, dell’Amicizia, Trevi non si limita a raccontare le due vite dei suoi amici. Egli racconta anche le due vite che noi tutti viviamo, “entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande e interminabile festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno.”

Felici come coloro che possono fare a meno dell’amore.

Chiudo il libro, li vedo, nel giardino di Pia, incantevole sensibile coraggiosa “signorina inglese”, immersi nel cerchio magico delle mille luci che lei emana. Le Furie di Rocco non infiammano i suoi spigoli: una mano sul ginocchio dell’amica, sorride grato, mentre Emanuele legge il suo libro postumo. Sono vivi, “felici come coloro che possono fare a meno dell’amore” per dirla alla Borges.

Due Vite” di Emanuele Trevi, Neri Pozza Editore. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata anche una libraia indipendente per tre anni. E rimarrò una libraia per sempre. Operatrice culturale, racconto il mondo dei libri online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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