A Garamond Type

“Comprensorio Rossolago” di Chiara Moscardelli: un cozy crime che fa riflettere

“COMPRENSORIO ROSSOLAGO” di Chiara Moscardelli (Einaudi) segna il ritorno di Olga Rosaria Bellomo, già protagonista del libro La ragazza che cancellava i ricordi. 

La via verso la felicità

Tatuatrice introversa e investigatrice involontaria, l’anti-eroina Olga crede che solitudine e isolamento siano la chiave per proteggersi da un passato ingombrante, fuggendo dalla vita per non soffrire. Si nasconde quindi a Cheglio, che con Trarego e Viggiona, forma un comune situato a 800 metri sopra il Lago Maggiore. Il ritrovamento da parte del Sindaco del cadavere di una donna in un cassonetto dell’indifferenziata rompe gli equilibri e la tranquillità che il luogo dovrebbe garantisce ovviamente svanisce. Olga si sente da subito ingaggiata per indagare sull’omicidio, che ha una testimone casuale, Cettina, una donna che mitiga la sua sofferenza con una bottiglia di vino.

Nel frattempo, il giornalista di nera Gabriele Pasca, amato da Olga sin dal libro precedente, scompare nel nulla non senza averle fatto una telefonata alquanto misteriosa. Olga capisce che deve proteggere non solo lui ma anche Cettina perché il killer l’ha vista. Lei, che è stata addestrata fin da piccola a essere una combattente, ora deve dimostrare che il vero coraggio è scegliere: continuare a scappare e combattere o fermarsi, lasciare andare e finalmente decidere chi essere. Non può più limitarsi a cancellare i ricordi: deve decidere cosa farne.

«Era felice? Non poteva dirlo. Non sapeva che cosa fosse la felicità e in che modo si manifestasse. In fondo, le aveva sempre fatto paura. Essere felice comportava dei rischi. Essere felici era una scelta quotidiana e fino ad allora lei aveva sempre scelto di non esserlo.»

La scoperta di non essere sola

Anche in questo libro la presenza degli amici (il sindaco Sebastian e suo marito Max, su tutti), della poliziotta sosia della cancelliera Merkel e dei personaggi della Casa di riposo Gli Oleandri diverte e alleggerisce la storia, in piena aderenza con il genere cozy crime di cui Chiara Moscardelli è maestra. Anche se rispetto al precedente vi è più coralità, con maggior attenzione alla vita comunitaria, ricca di pettegolezzi ma anche di sostegni vicendevoli. E per la solitaria Olga questa è una grande scoperta.

«Olga Rosalia Bellomo per la prima volta in vita sua aveva paura. Non si era mai trovata in una situazione simile, non era capace di gestire il cambiamento. Dopo quanto era successo poco più di un anno prima, non poteva certo tornare a vivere la sua vecchia vita, ma allo stesso tempo non riusciva ad affrontare la nuova. Il padre avrebbe definito la sua situazione uno «stallo alla messicana», solo senza armi.»

Il padre è il vero mistero

Molto interessante è il rapporto con il padre che continua a essere il vero mistero, minaccia sempre incombente anche da invisibile. Olga decide di affrontare lui e i suoi demoni per non sentirsi più in debito con lui ed essere libera. Capisce che i suoi insegnamenti l’hanno danneggiata, mentre «la vulnerabilità dei sentimenti era al tempo stesso forza.»

«Quand’è che aveva capito che l’amore verso un genitore non era incondizionato? Quando si era accorta che restando fedele al padre aveva tradito principalmente sé stessa? Aveva tradito la bambina che era stata e la donna che avrebbe potuto diventare.»

Anche un altro personaggio deve fare i conti con la figura paterna. Ma non posso fare spoiler.

Riflettere sorridendo

L’ironia di Chiara Moscardelli stempera i momenti più drammatici, donando leggerezza anche ai pensieri profondi che ci consegna come messaggi su cui riflettere.

“Comprensorio Rossolago” è un romanzo intelligente e a tratti malinconico, che racconta il nostro bisogno disperato di appartenere e la difficoltà, altrettanto disperata, di restare fedeli a noi stessi.

PS: i ringraziamenti dell’autrice occupano come al solito almeno dieci pagine e leggerli è un vero spasso. (E grazie di avermi ringraziata anche stavolta!)

Comprensorio Rossolago” di Chiara MoscardelliEinaudi. A Garamond Type.

Laura Busnelli

Commercialista “pentita”, ho maturato anche un’esperienza pluriennale in Sony. Lettrice appassionata e tuttologa, all’alba dei quarant’anni mi sono scoperta scrittrice, dopo essermi occupata di correzione bozze ed editing. Sono stata una libraia indipendente per tre anni, sono stata una anche una libraia dipendente e faccio ancora e sempre incontrare libri e lettori con grande gioia. Operatrice culturale, modero eventi e racconto il mondo dei libri anche online, tengo una rubrica su libri a tema animali su RadioBau & Co. (web radio del gruppo Mediaset) e collaboro con l'associazione culturale "Librai in corso" nell’organizzazione di eventi e in corsi a tema. Faccio parte della Commissione Cultura della Fondazione Casa di Marta onlus, dove insieme ad altri volontari promuoviamo la cultura come possibilità di ricchezza e crescita umana e come occasione di amicizia e di relazione tra persone. La mia rubrica qui si chiama "A Garamond Type" perché il Garamond è il carattere adottato per quasi tutti i libri italiani e Type sta sia per carattere, font, sia per tizio. E la tizia sarei io.

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