Etimologioia

Perché si dice “fare il giro di Peppe”?

Amici romani e non, eccoci qui a cercare di scoprire l’origine di un modo di dire che era ai suoi esordi prettamente romano, ma che si è esteso (a quanto mi risulta) in tutta Italia.

Avete presente quelle giornate quando stanno facendo lavori per strada letteralmente ovunque? Quando hanno deciso proprio quel giorno che devi uscire tu di cambiare i sensi di percorrenza delle strade a senso unico? Quando per arrivare dal punto A al punto B il percorso più veloce non è una linea retta ma un tour di tutta la città annesse zone che manco sapevi esistessero e ti ritrovi a vagare 40 anni per deserti sconosciuti che manco Mosè? Ecco, hai fatto appena adesso il “giro di Peppe” o come diciamo a Roma “er giro de Peppe”.

A voler essere pignoli (e noi lo siamo), il detto originale sarebbe ” fare er giro de Peppe intorno alla rotonda appresso alla Reale”, ma non sottilizziamo: ve la poggio qui solo per potervi spiegare meglio da dove derivi questo singolare modo di dire e chi sia sto poro Peppe che ogni volta deve andare a zonzo (sì, vedremo anche questa di locuzione) prima di poter raggiungere la sua destinazione!

Iniziamo col dire che “Peppe” non è un nome qualunque ma, niente meno che il modo fra amici di chiamare Giuseppe Garibaldi. La rotonda famosa è quella del Pantheon (piazza della Rotonda appunto) la “Reale” è invece il corteo funebre per la morte di Vittorio Emanuele II di Savoia.

In sostanza, il 9 gennaio 1878 Vittorio Emanuele II di Savoia morì e fu organizzato un corteo funebre che fece due giri intorno alla piazza del Pantheon per salutare il morto come si usava fare allora quando moriva un personaggio molto importante(ricordiamo che le sue esequie tutt’oggi si trovano all’interno del Pantheon).

In quell’occasione Giuseppe Garibaldi, non a conoscenza di quanto stesse accadendo, si unì al corteo, facendo anche lui due giri della piazza, quando, invece, sarebbe dovuto restare insieme alle altre autorità davanti all’entrata. Due giri che non passarono inosservati, sia perché fu strano vederglieli fare, sia perché furono totalmente inutili!

E siccome qui a Roma basta pure meno per farti ricordare quel giorno in cui hai commesso quella sciocchezzuola davanti letteralmente a tutti, da allora per non far pesare troppo a Garibaldi la figuraccia fatta, venne coniato il famoso detto: “Fa er giro de Peppe”.

Perché noi ci passiamo sopra alle cose, con estrema nonchalance!

Etimologioia, una rubrica a cura di Donatella Maina Gioia su The BookAdvisor.

Redazione

Redazione della pagina web www.thebookadvisor.it

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio