Anniversario Agatha Christie: 50 anni dalla morte della scrittrice più letta di sempre

Con gennaio 2026 parte su The Book Advisor una nuova rubrica dal titolo “Crimini e misfatti” che tratterà il genere giallo e il noir, con qualche incursione nel thriller.
E a chi avrei potuto dedicare il primo articolo se non a lei – la regina del giallo – la grande, geniale Agatha Christie, della quale il 12 gennaio ricorre l’anniversario dei 50 anni dalla morte?
Un estratto del suo “curriculum”:
- La giallista più famosa nel mondo;
- la più prolifica: 66 romanzi gialli, 6 romanzi d’amore con lo pseudonimo di Mary Westmacott, 14 raccolte di racconti, 24 opere teatrali, tra le quali “Trappola per topi” – che debuttò nell’ottobre del 1952 a Notthingham – rimasta da allora in cartellone ininterrottamente sino al marzo 2020 all’Ambassadors Theatre di Londra, per poi riprendere a metà maggio 2021;
- la scrittrice inglese più tradotta di tutti i tempi, seconda solo a William Shakespeare: le sue opere sono state tradotte in più di 100 lingue;
- ha venduto più di 1 miliardo di copie in inglese e 1 ulteriore miliardo di copie con le traduzioni;
- numerosi gli adattamenti per il cinema e per la TV tratti dai suoi libri;
- grazie alle sue opere e al suo ruolo culturale, nel 1971 le è stato conferito il più alto riconoscimento inglese: Dame dell’Impero britannico;
- 37 milioni di pagine dedicate su Google;
Agatha Mary Clarissa Miller (il cognome Christie, del suo primo marito, lo mantenne anche dopo il divorzio avvenuto nel 1928), nacque a Torquay, sulle coste del Devon, il 15 settembre 1890 da una famiglia della media borghesia. Ultima di tre figlie, era una bambina molto timida la quale, dopo aver imparato a leggere a 4 – 5 anni, rimase sempre una lettrice appassionata.
Apprezzava molto Walter Scott, Jane Austen e Charles Dickens ma era affascinata anche dal personaggio di Sherlock Holmes e dai libri di Gaston Le Roux. Fu dopo aver letto Il mistero della camera gialla che decise di dedicarsi alla scrittura di romanzi gialli, diventando non solo la giallista più letta e venduta ma anche la creatrice di due dei detective di carta più famosi: Hercule Poirot e Miss Marple.
Nel 1920 pubblicò il suo primo romanzo Poirot a Styles Court con protagonista Hercule Poirot. La Christie, che aveva conosciuto un rifugiato belga a Torquay, sua città natale, scelse questa nazionalità per il suo detective, appunto un rifugiato belga accolto dal Regno Unito durante la Prima Guerra Mondiale. I primi a chiedere asilo alla monarchia inglese furono i soldati dei reggimenti sconfitti, ai quali seguì un esodo massiccio di civili (alla fine, i rifugiati belgi accolti furono ben 250.000).
Questo detective stravagante, con i baffetti impomatati e la testa a uovo, dalle cellule grigie sempre in movimento – che apparirà in 44 romanzi e 54 racconti dell’autrice britannica – diventerà uno dei più famosi investigatori della storia del giallo classico e il belga più famoso d’Inghilterra. Non ama l’azione ma risolve i crimini grazie a una mente lucida e razionale e attraverso l’osservazione e l’analisi.
Dieci anni dopo Poirot a Styles Court, nel 1930, nel libro Morte nel villaggio farà la sua comparsa nel mondo del giallo – dominato fino ad allora da detective uomini – un personaggio femminile, Miss Marple, destinato a diventare immortale come il suo “collega” belga.
Ispirata da una parente dell’autrice, Miss Jane Marple, all’apparenza è un’innocua e dolce vecchietta inglese, dai capelli candidi e gli occhi azzurri, vestita di tweed, che abita nell’immaginario paesino di St. Mary Mead, nella campagna inglese, palcoscenico di numerosi delitti. Amante del birdwatching e del giardinaggio, tra una tazza di tè con le sue amiche nubili, qualche pettegolezzo e una sferruzzata – dotata di grande acume nel decodificare la natura umana e i suoi comportamenti, si dimostra una geniale detective, seppur dilettante, che riesce a smascherare i colpevoli spesso senza neanche alzare gli occhi dai ferri che muove meccanicamente tra le mani.
Questa anziana detective, che comparirà in 12 romanzi e 20 racconti, dotata del potere più utile – l’intuito femminile – e di perseveranza (“è con la perseveranza che si ottiene tutto”), si è guadagnata sul campo – memore del detto “l’abito non fa il monaco” – un posto d’onore nell’Olimpo dei più amati e famosi detective del Novecento. E, finalmente, si tratta di una donna!
Questi due straordinari investigatori non si sono mai incontrati nei libri di Agatha Christie e molti lettori se ne sono domandati il motivo. La scrittrice, nella sua autobiografia, rispose con un accenno di humour inglese:
“Ma perché avrebbero dovuto? In fondo, non si sarebbero nemmeno piaciuti.”
Su Agatha Christie si è scritto tantissimo, sia in positivo che in negativo. Molti di coloro che si sono occupati a livello accademico del giallo in Italia, sono quelli che l’hanno considerata esclusivamente una brava artigiana, i cui libri sono utili solo a tenerci compagnia, magari durante un breve viaggio in treno. Peccato che quasi tutti loro abbiano letto i testi dei gialli della Christie in traduzione e che molte traduzioni si siano rivelate spesso scadenti e mediocri, piene di tagli e manipolazioni.
Ma per la scrittrice inglese parlano il successo mondiale dei suoi libri e i milioni di lettrici e lettori che l’apprezzano tutt’oggi nel mondo. Inoltre, non va dimenticato che ad Agatha Christie spetta il merito di aver definito e codificato il giallo classico: un mondo costituito da case di campagna, treni, hotel, salotti, viene scosso da un delitto ma attraverso il metodo, l’intuito e la deduzione, l’ordine viene ripristinato. Il lettore è invitato a competere con il detective, interpretando i dettagli per cercare di arrivare alla verità, nonostante l’autrice semini indizi utili ma anche false piste (le cosiddette red herrings).
E adesso, qualche curiosità su di lei:
- Soffriva di disgrafia, che le rendeva la scrittura manuale difficile causandole dolore alle mani e ai polsi, ma questo non le ha impedito di coltivare la scrittura, diventando un’autrice dalla fama immortale;
- All’inizio della sua carriera, scriveva stando sdraiata nella vasca da bagno di stile vittoriano, attrezzata con un piccolo ripiano-scrittoio in legno, sul quale appoggiava penne e fogli, una capiente teiera, una tazza da tè e gli immancabili biscotti o, quando possibile, una torta di mele. In una seconda fase, iniziò a dettare i suoi testi a una segretaria;
- Quando giunse all’apice del successo, per velocizzare il processo di scrittura, si chiudeva in un albergo di quarto ordine, con letti scomodi, cattivo cibo e zero distrazioni, così sarebbe riuscita a finire il manoscritto in poche settimane;
- Le macchine da scrivere (che cominciò a utilizzare dopo il metodo della dettatura): iniziò con l’Empire della sorella, poi ebbe una Corona portatile n. 3., una Remington n. 2 e una Remington Victor T;
- Era un’abile surfista, che condivideva questa passione col suo primo marito, Archie Christie. Durante una vacanza alle Hawaii, imparò a praticare questo sport stando in piedi sulla tavola, cosa fino ad allora impensabile. È stata infatti proprio Dame Christie la prima donna europea a farlo;
- Nel 1930, Agatha sposa in seconde nozze Max Mallowan, un archeologo britannico, che lei accompagna nei suoi scavi in Medio Oriente. Agatha si appassiona al mondo dell’archeologia, che diviene l’ambientazione di alcuni suoi romanzi;
- Amava la natura, i fiori e il giardinaggio. Il fiore prediletto era il mughetto ma apprezzava molto anche le rose, in particolare una varietà rampicante, priva di spine: la Zéphirine Drouhin (che sarà chiamata la rosa di Agatha Christie). Questa rosa è famosa per essere stata usata come elemento cruciale nel romanzo La parola alla difesa (titolo originale Sad Cypress, 1940);
- Trascorre gli ultimi decenni della sua vita, tra Winterbrook House, la sua residenza di Wallingford, nella contea dell’Oxfordshire, e Greenway House, una splendida villa nel Devon;
- Continua a scrivere con regolarità sino agli anni Settanta;
- Il testo dattiloscritto, con appunti e correzioni a mano, della sua ultima storia su Hercule Poirot – Curtain: Poirot’s Last Case (Sipario: L’ultima avventura di Poirot) – è stato conservato per decenni nella cassaforte di una banca e poi è stato pubblicato nel settembre del 1975;
- Il cosiddetto Murder Party sembra sia stato ideato dalla geniale Agatha. Per divertire gli amici, sfidandoli a scoprire il colpevole, metteva in scena un delitto in una locanda nello Yorkshire, dove ancora oggi ogni fine settimana viene riproposto questo gioco di ruolo;
- Nel Pera Palas, unhotel di lusso di Istanbul, scrisse buona parte del manoscritto di Assassinio sull’Orient Express, nella stanza 411 che oggi porta il suo nome;
- Ad Agatha Christie è stata intitolato anche un magazine culturale – Agatha – realizzata da Cristina Origone, il cui 1° numero è uscito nell’aprile 2024. La rivista, disponibile sia in versione cartacea che online, ha come focus il giallo al femminile e viene dedicato spazio sia ad autrici del passato che del presente.

Prima di salutarvi, ci tengo a ricordare che Agatha Christie, in un’epoca nella quale la donna era considerata adatta soltanto per lavori domestici o umili, è riuscita a diventare una scrittrice professionista che viveva dei proventi del suo lavoro.
Era una donna indipendente, intelligente, dai molti interessi, con una sua parte di fragilità e inquietudine che chi sa leggere tra le righe può ritrovare anche nei suoi romanzi, il cui universo è più amaro e meno consolatorio di ciò che potrebbe apparire ai critici più superficiali. Secondo Merja Makinen, professoressa di Studi culturali e letterari presso la Middlesex University a Londra, nota per il libro “Agatha Christie: Investigating Femininity (2006)”, dai libri della Christie emerge un’evoluzione delle donne: da figure marginali a protagoniste. Agatha non si dichiara mai femminista, ma i suoi testi manifestano una critica silenziosa ai pregiudizi della società in cui vive. Le sue protagoniste femminili hanno capacità decisionali, professionalità e spesso ruoli tradizionalmente maschili, come medici o direttrici.
L’anniversario dei 50 anni della morte di Dame Agatha Christie costituisce quindi una preziosa opportunità per leggere o rileggere i suoi gialli, per acquistarli o regalarli.

