“Teddy” di Jason Rekulak: un “thrillerino” che si legge volentieri

TEDDY (Jason Rekulak)
(Giunti edizioni, traduzione di Roberto Serrai)
C’è stato un momento della mia vita in cui leggevo esclusivamente libri ad alta tensione, come Stephen King (che leggo ancora), Dean Koontz, Jeffery Deaver, James Patterson, Patricia Cornwell, Lars Kepler, Wulf Dorn, Donato Carrisi, Patrick Redmond, Thomas Harris, Stieg Larsson… poi ho smesso, mi sono allontanata dal genere non provando più nessuna attrattiva, ma ecco che mia figlia (12 anni) mi chiede di leggere insieme a lei questo “Teddy“, perché molti suoi amici ne parlano bene ma lei ha un po’ di timore a farlo da sola, la inquieta già la copertina (scoprirò poi che è l’unica cosa vagamente inquietante).
Sì, perché ci troviamo di fronte ad un “thrillerino“, passatemi il termine, e non lo dico in senso dispregiativo: è un libro che si fa leggere facilmente e volentieri, molto scorrevole, ha una bella storia, dei disegni stupendi e tante tematiche importanti (la tossicodipendenza, la riabilitazione, la maternità a tutti i costi, il paranormale…), ma non ci sono apici adrenalinici, non è veramente inquietante, a meno che tu non abbia meno di 13 anni.
Thrillerino per questo, perché mi è sembrato scritto a misura di adolescente, con uno stile un po’ didascalico, tendente a spiegare tutto, anche quello che già si era capito chiaramente attraverso le azioni e i dialoghi.

Tutto è detto
Nulla è sotteso, tutto è detto, e questo smorza sensibilmente il fattore sorpresa di ogni colpo di scena, dal momento che viene sempre gradatamente introdotto e spiegato.
L’elemento paranormale è piuttosto timido, l’autore non ha davvero “osato“.
Il vero punto di forza sono le illustrazioni, quelle sì sono inquietanti e bellissime e sono parte integrante della storia, non un semplice corredo.
In definitiva è un libro perfetto per trascorrere qualche ora di svago e ottimo per chi approccia al genere per la prima volta, come mia figlia, motivo per cui se lei dovesse chiedermi di leggere altri libri dell’autore, o similari, accetterei volentieri (leggere con lei è tra le cose che preferisco in assoluto), ma non lo sceglierei mai come lettura personale.
Da amante dei libri anche come “oggetti“, ho amato molto la sensazione tattile della copertina, il disegno e le scritte sono in rilievo, e mi è dispiaciuto tanto non aver acquistato l’edizione speciale in nero che è uscita successivamente, ed è stupenda!

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“Teddy” di Jason Rekulak, Giunti edizioni. Un libro tra le mani.



