Un libro tra le mani

“Sono un mostro che vi parla” di Paul B. Preciado, recensione: Un libro tra le mani.

SONO UN MOSTRO CHE VI PARLA è un libro coraggioso, interessante e lucidissimo.

Un libro che in realtà è la relazione del discorso che Preciado ha tenuto davanti ad un’assemblea di 3500 psicoanalisti a Parigi nel 2019, discorso (sulla sua condizione di uomo trans) che non gli è stato consentito portare a termine… dalla platea giungevano risa ed inviti ad andarsene, a smettere di parlare.
Gli stessi psicoanalisti che lo hanno prima etichettato come malato mentale, poi promosso ad intellettuale e infine messo a tacere.

“…io che, secondo la maggior parte delle vostre teorie, mi colloco al di là della nevrosi, sull’orlo o addirittura dentro la psicosi, incapace, secondo voi, di risolvere in modo adeguato un complesso di Edipo o vittima dell’invidia del pene. Ebbene, è da questa posizione di malato mentale a cui mi relegate che mi rivolgo a voi.
Sono il mostro che vi parla. Il mostro che avete costruito con i vostri discorsi e le vostre pratiche cliniche. Sono il mostro che si alza dal lettino e prende la parola, non in quanto paziente, ma in quanto cittadino, in quanto vostro pari mostruoso.”

Preciado ha vissuto in un corpo di donna per 38 anni, ha poi scelto di definirsi come persona di genere non binario, fino ad intraprendere il percorso di transizione nel mondo maschile, rifiutando però di essere rinchiuso nella “gabbia” di maschio.

“Ma perché siete così convinti, cari amici binari, che solo i subalterni abbiano un’identità? Perché siete così convinti che solo i musulmani, gli ebrei, i froci, le lesbiche e i trans, gli abitanti delle periferie, i migranti e i neri abbiano un’identità? E voi, normali, egemonici, psicoanalisti bianchi della borghesia, binari, patriarco-coloniali, siete forse senza identità? Non esiste identità più sclerotica e più rigida della vostra identità invisibile.
O abbiamo tutti un’identità, oppure non esiste identità.”

È un discorso contro il regime etero-coloniale, contro il paradigma della differenza sessuale che si è ormai cristallizzato, irrigidito, incatenando l’identità di un individuo ad una sola parte del suo essere, i genitali.

“Tutto quel che c’è di terribile e di spaventoso nella transessualità non si situa nel processo di transizione in sé, ma nel modo in cui le frontiere tra i sessi puniscono e minacciano di morte chiunque tenti di varcarle. Non è la transessualità a essere spaventosa e pericolosa, ma il regime della differenza sessuale.”

È con la voce di tutti i suoi predecessori morti assassinati, violentati, picchiati, rinchiusi, e con quella di tutti coloro che continuano a nascondersi e a vivere in segreto la propria differenza, che Preciado parla, chiedendo alla psicoanalisi di smetterla di patologizzare, di medicalizzare l’identità trans e a tutti noi di scegliere la via del cambiamento, ovvero il riconoscimento di tutti in quanto corpi viventi.

“Fare di Freud e di Lacan una legge è altrettanto assurdo che chiedere a Galileo di tornare ai testi di Tolomeo, o pretendere che Einstein rinunci alla relatività e continui a ragionare in base alla fisica di Newton e di Aristotele.”
“Continuare a praticare la psicoanalisi ricorrendo alla nozione della differenza sessuale con strumenti clinici come il complesso di Edipo oggi è aberrante tanto quanto pretendere di continuare a navigare nell’universo con una mappa geocentrica tolemaica, negare il cambiamento climatico o affermare che la Terra è piatta.”

Un libro non facile, ma importantissimo, scritto benissimo (una scrittura alta, colta, impeccabile, filosofica e scientifica) che apre la mente e che dovrebbe essere letto da tutti, ma soprattutto da coloro che non lo leggeranno mai.

“Sono un mostro che vi parla” di Paul B. Preciado Fandango Libri . Un libro tra le mani.

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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