Un libro tra le mani

“Nel giardino dell’orco” di Leila Slimani, recensione: Un libro tra le mani.

NEL GIARDINO DELL’ORCO di Leila Slimani, edito da Rizzoli (188 pagine)

Leila Slimani è sempre brava a scavare nella psiche femminile e a mostrarci i demoni che possono abitarvi dentro, quelle ossessioni e fragilità che non sono facili da combattere.
La protagonista di questo romanzo è la personificazione del torbido dell’animo umano, delle pulsioni nascoste e irraccontabili: cerca rifugio in continui piaceri occasionali, i cui nomi, i cui volti, i cui pensieri, non lasciano alcuna traccia in lei, nessuna emozione, rappresentano solo l’urgenza di un bisogno da soddisfare.
Bisogno che nasce nella testa, dalla paura che sente in fondo al cuore, quell’ansia a cui non riesce a dare sollievo se non sentendosi divorata, sbranata, inghiottita dagli uomini.
Tutti, chiunque.

Vorrebbe essere una bambola nel giardino di un orco.

Facile giudicarla, ma.

Nel giardino dell’orco

La Slimani, in fondo, ci racconta di un disturbo, di un disordine psicologico e comportamentale molto serio, non semplicemente dei capricci di una giovane moglie e madre annoiata.
La strada per l’autodistruzione è già stata abbondantemente percorsa e Adèle (questo è il nome della protagonista) è a pochi passi dalla fine, dal cedimento di tutte le impalcature che negli anni era riuscita ad erigere per potersi nascondere agli occhi del mondo.

Il tema trattato è molto delicato e non facile da sviluppare senza cadere nel morboso, sicuramente il taglio che l’autrice ha voluto dare è più comportamentale che non medico, tocca senza approfondire troppo le cause, ma ha il pregio di mostrarci il tormento di una donna spaventosamente sola con la propria patologia, innescando una forte tensione psicologica in chi legge.

“Non è finita, Adèle. No, non è finita. L’amore non è altro che pazienza. Una pazienza devota, accanita, tirannica. Una pazienza irrazionalmente ottimista. Non abbiamo ancora finito.”

La scrittura, così come in “Ninna nanna” (che è successivo a questo, ma che io ho letto prima), è potente, precisa e capace di inchiodarti alla pagina, senza sbavature né sentimentalismi.

Un grande talento che, come dimostrato dal romanzo successivo, non poteva che migliorare.

Nel giardino dell’orco

“Nel giardino dell’orco” di Leila Slimani, Rizzoli editore. Un libro tra le mani.

 

Antonella Russi

Nata a Taranto, classe '76. Lettrice per passione, da sempre.

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