“La morte di Auguste” di Georges Simenon: avidità e disgregazione famigliare

LA MORTE DI AUGUSTE (Georges Simenon)
(Adelphi edizioni)
Tornare da Georges Simenon per me è sempre un piacere, una certezza, un bel rifugio per quando sento il bisogno di stabilità.
La sua capacità di indagare l’animo umano, con tutti i suoi difetti e fragilità, e di farci immergere in complesse relazioni interpersonali è immensa… e, a quanto pare, anche inesauribile, visto che possiamo ancora leggere suoi scritti editi per la prima volta in Italia a distanza di 36 anni dalla sua morte.
Tensione palpabile e inquietudine
Simenon crea atmosfere uniche, la tensione è palpabile anche quando (come in questo caso) non c’è un omicidio e non si cerca un colpevole, ma sono sufficienti le dinamiche famigliari, difficili, caratterizzate da una buona dose di meschinità, a farci vivere momenti di inquietudine.
Quando l’anziano Auguste, proprietario di un bistrot insieme ad uno dei suoi tre figli, muore all’improvviso per un ictus, gli altri due accorrono al suo capezzale con un unico pensiero: l’eredità.
Neanche il tempo di allestire la camera ardente che sono già a caccia di un testamento, di un gruzzolo nascosto in casa o chissà dove, e pronti ad accusare il fratello, socio del padre nella gestione del ristorante, di essersi impossessato di tutti i soldi.
Soldi che diventano termometro per misurare l’aridità dei sentimenti fraterni.

La bravura di Simenon nel consegnarci l’amarezza di tre perfetti sconosciuti che un tempo sono stati “famiglia” è commovente, la disgregazione di ogni legame avviene sotto i nostri occhi increduli, ma ogni rancore, invidia, gelosia, ogni bassezza e ogni meschinità, ci appaiono così ingiuste eppure così vere, così attuali.
Questo è un libro molto amaro proprio perché molto veritiero: la bramosia del denaro, il materialismo imperante e l’avidità si stanno divorando tutto: la coscienza, la dignità, l’umanità, il dolore e il rispetto della morte… e allora tutto diventa inutile, tutto è effimero e insensato, anche l’amore.
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“La morte di Auguste” di Georges Simenon, Adelphi edizioni. Un libro tra le mani.



